XV secolo, Poulaine: La scarpa per la nobiltà europea

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La era in pratica una babbuccia con suola priva di tacco, la cui altezza non arrivava alla caviglia. La caratteristica peculiare della scarpa era la punta incredibilmente lunga. Veniva tenuta in posizione grazie ad un'”anima” composta da un fanone assicurato ad una stringa che andava a chiudersi poco sotto il ginocchio dell’utente.

Veniva solitamente realizzata in velluto, più raramente in cuoio, e, per un’utenza facoltosa, abbellita dalla sovrapposizione di gioielli, filo d’oro, ecc.

In linea con il gusto per gli abbinamenti di colori vivaci tipici della moda tardo-gotica, la poulaine calzata sul piede sinistro era di colore diverso rispetto a quella calzata sul piede destro, solitamente con un voluto chiasmo con i colori delle calze sovrastanti.

La poulaine fu solo uno dei molti capi di di sapore orientaleggiante che trovò larga diffusione presso le alte classi sociali nel Tardo .

Venne quasi certamente sviluppata nel Regno di , da cui il nome “scarpa polacca” o “scarpa di Cracovia” in lingua francese (soulier de poulaine) ed in lingua inglese (crackowes). Presso i polacchi, questa tipologia di scarpa è nota come ciżma (it. ciabatta) e si presenta quale uno dei numerosi rimandi alla moda tipici del Sarmatismo che caratterizzò la degli szlachta (it. “nobili”) ai primordi dell’Età Moderna.

Come la maggior parte delle mode estetiche tardo-gotiche, la poulaine venne fruttuosamente veicolata in dalla corte dei duchi di Borgogna. L’uso di questa particolare tipologia di scarpa restò però tipico dell’ continentale e mediterranea, non dei paesi nordici: dati archeologici contemporanei dimostrano che la poulaine ebbe scarsissima diffusione nel Regno di Svezia e nelle Fiandre.

Come per altre stravaganze della moda , anche l’uso della poulaine venne fatta oggetto di misure restrittive da parte delle autorità laiche e religiose.

L’incredibile diffusione della poulaine spinse in favore di un loro adattamento all’ambito bellico.

Gli armorari tardo-gotici dovettero infatti modificare la scarpa d’arme delle armature a piastre secondo il modello della “scarpa puntuta” francese, producendo ingombranti scarpe a lamine d’acciaio dai lunghi spuntoni.

Sconfitti dai turchi ottomani nella Battaglia di Nicopoli (1396), i francesi dovettero mozzare l’ingombrante punta delle loro poulaine per riuscire a fuggire dal campo.

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