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Per quanto riguarda la Moldova, il rapporto evidenzia che i media sono diversificati ma estremamente polarizzati, cosi’ come il paese stesso che e’ caratterizzato da un’instabilita’ cronica e dall’influenza eccessiva degli oligarchi. Chisinau figura alla 76ma posizione, in calo di quattro posti rispetto al 2015. “La linea editoriale dei principali mezzi di comunicazione si correla strettamente con gli interessi e commerciali dei rispettivi proprietari”, si legge nell’indice secondo cui “l’indipendenza dei media e la trasparenza della proprieta’ dei media sono sfide importanti”. In un clima esacerbato dalla crisi , si legge nel rapporto, “la mancanza di indipendenza dell’’ di regolamentazione sulla radiodiffusione continua a essere una fonte di preoccupazione”.

La Bulgaria e’ calata di sette posizioni nel World press freedom index. Sofia si colloca alla 113ma posizione risultando il paese con la valutazione piu’ bassa dell’Unione europea. “Politici e gruppi di interesse controllano la maggior parte dei mezzi di comunicazione”, si legge nel rapporto, secondo cui il paese rientra pienamente in quel fenomeno descritto come “progressiva erosione del modello europeo”. Secondo l’indice emerge nettamente un aumento dei di interesse, l’adozione di leggi che consentono una maggiore dei media e una stretta maggiore delle autorita’ sui media statali e, in alcuni casi, anche su quelli privati.

ADUC