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La Bosnia-Erzegovina si attesta alla 68ma posizione del 2016 World press freedom index di Reporter senza frontiere. Sulla , si legge nel rapporto dell’Ong, il paese balcanico ha il maggior numero di leggi sulla liberta’ dei media al , “ma la loro attuazione e’ frenata da un sistema giudiziario saturo”.

La e’ stata depenalizzata nel 2003, ma e’ ancora possibile intentare delle cause. “I giornalisti sono spesso bersaglio di e pressioni ”, si legge nell’indice, secondo cui “la situazione e’ aggravata dal fatto che i media filogovernativi continuano a godere di sovvenzioni statali dirette e indirette”.

L’ex Repubblica jugoslava di si e’ classificata al 118mo posto tra i 180 paesi inclusi nel rapporto World press freedom index 2016. Skopje ha registrato un calo di una posizione al 117mo posto ottenuto nel 2015.

Il rapporto evidenzia che la diffamazione e’ stata eliminata dai reati previsti nel codice penale nel 2012 “ma il procedimento penale e’ stato sostituito dalle civili con possibilita’ di multe pesanti e carcere per giornalisti e proprietari dei media”.

Almeno 580 procedimenti per diffamazione sono stati portati davanti ai tribunali alla fine del 2014, diversi di questi nei confronti dei giornalisti. Come risultato di cio’, oltre la meta’ dei giornalisti della Fyrom considera non adeguato il clima relativo alla liberta’ di nel paese.

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