Vaticano e legge editoria; chi può e chi si attacca al tram…

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Ai sensi della legge n. 250/1990 (rivista nel luglio 2012) il governo eroga annualmente contributi per la stampa a numerose testate giornalistiche. Nel 2010, i contributi erogati a testate cattoliche sono stati pari a 15.349.570,31. A parte vanno considerati i fondi pubblici ricevuti da Radio Maria: a suo tempo un milione di euro attraverso la legge finanziaria, ora anche nell’ambito dei contributi per le radio in lingua tedesca (oltre 260.000 euro). A queste cifre occorre poi aggiungere il «credito d’imposta pari al 10 per cento della spesa per l’acquisto della carta utilizzata per la stampa delle testate edite e dei libri» (cfr. legge n. 350/2003, commi 181-183, in particolare la lettera h) di quest’ultimo:
«Sono escluse dal beneficio le spese per l’acquisto di carta utilizzata per la stampa dei seguenti prodotti editoriali… le pubblicazioni aventi carattere postulatorio, cioè finalizzate all’acquisizione di contributi, di offerte, ovvero di elargizioni di somme di denaro, ad eccezione di quelle utilizzate dalle organizzazioni senza fini di lucro e dalle fondazioni religiose esclusivamente per le proprie finalità di autofinanziamento»). Il tutto porta a una stima di almeno venti milioni di euro.

FONTE

Nota
Quanti sono i giornali, le newsletter, i settimanali, i siti , ecc. che godono di questi contributi ? A chi legge la verifica professionale.