UE, Una politica di ritorno e riammissione umana ed efficace

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Una politica di rimpatrio umana ed efficace – in linea con la Carta dei diritti fondamentali dell’ e basata sul principio della preferenza al rimpatrio volontario – è essenziale per una politica migratoria globale e sostenibile. L’UE sta cercando di armonizzare e sostenere gli sforzi nazionali per gestire meglio i rimpatri e facilitare il reinserimento con la direttiva rimpatri (che stabilisce norme e procedure comuni per il rimpatrio di cittadini di paesi terzi che soggiornano irregolarmente nell’UE) nonché con il Fondo Asilo, e .

È inoltre necessaria un’efficace con i paesi terzi sulla base di accordi di riammissione per garantire l’efficacia della politica di rimpatrio.

La legislazione sul rimpatrio fa parte dell’acquis di Schengen. La sua corretta attuazione negli Stati membri dell’UE viene verificata attraverso visite di valutazione condotte dalla Commissione, insieme ad esperti designati dagli Stati membri dell’UE e da altri paesi partecipanti a Schengen.

Finora la Commissione è stata formalmente autorizzata a negoziare accordi di riammissione dell’UE con Russia, Marocco, Pakistan, Sri Lanka, Ucraina, Regioni amministrative speciali cinesi di Hong Kong e Macao, Algeria, Turchia, Albania, Cina, ex Repubblica jugoslava di Macedonia, Serbia, Montenegro, Bosnia Erzegovina, Repubblica di Moldavia, Georgia, Capo Verde, Tunisia, Armenia, Azerbaigian, Bielorussia e Nigeria.

Sono entrati in vigore accordi con le due Regioni amministrative speciali cinesi, Sri Lanka, Russia, Ucraina, Balcani occidentali, Repubblica di Moldavia, Georgia, Turchia, Armenia, Azerbaigian, Capo Verde e Pakistan.

Fonte
ec.europa.eu