Toscana – Quartiere2 – Coverciano (Via Clasio): Atti Osceni esposti al pubblico

Condividi nei social net

Nel Quartiere 2 di (Campo di Marte, Coverciano, ecc.), avvengono quotidianamente situazioni che, di consueto, vengono documentati sui quotidiani, ma anche pubblicati direttamente dai cittadini nei social net, in tempo reale, con dovizia di foto ed anche video personali, ma anche mediante l’utilizzo di droni.

Il problema è molto sentito dai fiorentini ed è legato alla percezione della nel quartiere. Molti si chiedono se il problema sia la sporcizia, l’integrazione, o altro, denunciando contestualmente altre situazioni ritenute di degrado urbano o gli atti vandalici ed i furti che si moltiplicano in alcune strade di Coverciano.

Nel quartiere di Coverciano, in Via Clasio, sono avvenuti fatti indecenti di seguito elencati: una donna, incurante di chicchessia, si è esposta alla pubblica visione integralmente, distesa in terrazzo. Nei giorni a seguire ha posizionato le fioriere in modo che non si potesse vedere all’interno, ma comunque ha continuato nel suo atto osceno in quanto alzandosi si è mostrata nella sua interezza.

Un’altra donna prendeva il sole in lingerie trasparente, sempre sul terrazzo; anch’essa incurante di chiunque potesse vederla all’interno del condominio.

Una terza donna si cambiava i vestiti in un dopo aver lavato l’auto, dimenticando la presenza di palazzi intorno quindi a rischio di essere osservata da minorenni. Questo caso è andato alla cronaca, in un gruppo dedicato al degrado ambientale, in un noto social net. Le discussioni si sono incentrate sulla mancanza di pudore, ma anche sulle conseguenze penali di tale sconsiderato gesto. Un video mostrava la donna cambiarsi i vestiti.

Chi attua questo tipo di comportamento probabilmente dimentica le regole fondamentali di convivenza condominiale? A tal proposito viene da riflettere sul motivo per il quale una persona adulta, dopo aver lavato l’auto decide di cambiarsi gli indumenti sudati nella stessa location, invece di andare a casa oppure in altro luogo al chiuso, privato. La persona in terrazzo che prendeva il sole integrale di certo non poteva farlo, ma ugualmente si è esposta.

Gli «» e quelli di «atti contrari alla pubblica decenza» non dovrebbero esserci poiché se i primi sono manifestazione di fatti e atti attinenti alla sfera sessuale, i secondi sono atti sconci, turpi o maleducati, ed è opportuno ricordare, in qualsiasi di questi episodi, le gravi conseguenze psicologiche e traumatiche degli eventuali minori che, purtroppo, a volte vi assistano inconsapevolmente.

Fonte Riservata

.:.

NOTE GIURIDICHE

Agli effetti della legge penale, nella nozione di osceno, rientra, dunque, (considerando in modo equivalente sia gli atti che gli oggetti, cfr. Cass. n. 3493/1985), tutto ciò che, tenuto conto della sensibilità dei consociati di “normale levatura morale, intellettuale e sociale, nel momento storico in cui si verifica il fatto incriminato, analizzato in base al criterio storico-evolutivo (Cass. n. 5308/1984), cagiona “una reazione emotiva immediata di disagio, turbamento e repulsione in ordine ad organi del corpo o comportamenti sessuali, i quali, per ancestrale istintività, continuità pedagogica e stratificazione di costumi ed esigenze morali, tendono a svolgersi nell’intimità e nel riserbo. (Cass. n. 37395/2004). [Studio legale Cataldi].

Il reato di atti osceni in luogo esposto al è configurabile anche nel caso in cui il fatto si verifichi nelle parti vicini ad un edificio condominiale, con la possibilità di accedervi anche da terzi non proprietari o condomini. La visibilità degli atti va quindi valutata ex ante, in relazione al luogo, all’ora ed alle modalità del fatto.

La Corte di giustizia ha osservato che siano inseriti negli atti contrari alla pubblica decenza, proprio in spregio ai criteri di convivenza e di decoro che debbono essere osservati nei rapporti tra i cittadini. Pertanto un posto esposto al pubblico è osservabile da vicini o passanti quindi l’esposizione di nudità integrale o parziale rientra nel suddetto reato.

Il titolare dell’atto osceno “non può vantare alcuna pretesa al rispetto della riservatezza” che comprende atti che vengono sì svolti all’interno di un luogo esposto al pubblico, ma in maniera tale da renderli visibili all’esterno. Peraltro ricordando anche la possibilità che le immagini ed i video possono sfortunatamente essere veicolati in piattaforme indecenti, quindi a danno del decoro a terzi e della propria reputazione (se riconosciuti), è opportuno fare in modo nel ricordarsi ove ci si trova e, di conseguenza, evitare nel fare atti osceni andando in un luogo chiuso e privato…comunque lontano dalla osservazione di eventuali minori.

Dal lato giuridico, leggendo la distinzione tra gli atti osceni e gli atti contrari alla pubblica decenza va individuata nel fatto che i primi offendono, in modo intenso e grave, il pudore sessuale, suscitando nell’osservatore sensazioni di disgusto oppure rappresentazioni o desideri erotici, mentre i secondi ledono il normale sentimento di costumatezza, generando fastidio e riprovazione.

Nel contempo, il reato previsto per quanto sopra, inerente alla nudità parziale o integrale, è idonea a provocare turbamento nella comunità attuale, potendo essere tollerata solo in particolari condizioni, quindi in presenza di soggetti consenzienti, ma non in luoghi pubblici, aperti o esposti al pubblico, dove è percepibile da tutti, anche da bambini e da adulti non consenzienti.

Gli episodi sono avvenuti in un luogo ‘esposto al pubblico’ cioè, quantunque non aperto o pubblico, è comunque situato in modo tale che chiunque possa vedere all’interno di esso (anche la commissione di atti osceni in luogo privato può integrare il delitto in esame qualora si lasci volontariamente aperta la finestra, di modo che chiunque possa vedere).

La condotta di cui al presente articolo non richiede un evento in senso naturalistico (ad esempio lo sconcerto di chi assista), e dunque configura un’ipotesi di reato di pericolo astratto, in cui è sufficiente che vi sia la mera possibilità che altri scorgano ciò che si sta compiendo.

In qualsiasi caso l’elemento soggettivo del reato è rappresentato dal dolo generico, pertanto per la sua configurazione è sufficiente “la volontà cosciente di compiere l’atto obiettivamente idoneo ad offendere immediatamente la verecondia sessuale, essendo irrilevante il motivo che ha determinato l’agente al comportamento osceno. (Cass. n. 1702/1972).

.:.

DIRITTO DI CRONACA

«È diritto insopprimibile dei la libertà d’informazione e di critica, limitata dall’osservanza delle norme di legge dettate a tutela della personalità altrui ed è loro obbligo inderogabile il rispetto della verità sostanziale dei fatti, osservati sempre i doveri imposti dalla lealtà e dalla buona fede. Devono essere rettificate le notizie che risultino inesatte e riparati gli eventuali errori.»

La funzione della cronaca è raccogliere le informazioni di pubblico interesse per poi diffonderle alla collettività. Le norme sul diritto di cronaca si applicano a chiunque descriva un avvenimento (anche se non è iscritto all’albo dei giornalisti), o un evento di pubblico interesse, attraverso qualsiasi mezzo di diffusione.

.:.

EVENTUALI CONTROVERSIE FA FEDE IL FORO DI FIRENZE

Per comunicazioni legali inerenti al sopra articolo rivolgersi al nostro consulente, studio legale Avvocato Simone Valenti.