Toscana – Quartiere2, Atti Osceni esposti al pubblico

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Nel Quartiere 2 di Firenze (Campo di Marte, Coverciano, ecc.), avvengono quotidianamente situazioni che, di consueto, vengono documentati sui quotidiani, ma anche pubblicati direttamente dai cittadini nei social net, in tempo reale, con dovizia di foto ed anche video personali, ma anche mediante l’utilizzo di droni.(1).

Il problema è molto sentito dai fiorentini ed è legato alla percezione della nel quartiere. Molti si chiedono se il problema sia la sporcizia, l’integrazione, o altro, denunciando contestualmente altre situazioni ritenute di degrado urbano o gli atti vandalici ed i furti che si moltiplicano in alcune strade di Coverciano.

Gli episodi sono stati diversi, alcuni ripresi dall’alto e non da terra; fra questi: una donna era completamente nuda in un terrazzo distesa a prendere il sole, una coppia copulava tranquillamente, una donna si è cambiata gli indumenti in un parcheggio rimanendo seminuda dopo aver lavato l’auto, un’altra usciva dalla doccia senza accappatoio, ecc.

Questi ed altri fatti osceni sono stati oggetto di discussione su dei noti social net, in gruppi dedicati al e al . Alcuni di essi, quelli più deplorevoli e vergognosi, dissero segnalati all’autorità competente considerando sono perseguibili penalmente (Codice Penale Art. 527 / 726).

La peggior cosa però tra i commentatori dei gruppi sul degrado fu la medesima, ovvero quando fatti di questo tipo vengono visti da minori, ove l’argomento venne dibattuto ampiamente riportando sentenze, facendo domande su dubbi di vario tipo, ecc.

Il disgusto era ciò che permeava la maggior parte di coloro discutevano su questi osceni comportamenti, esposti alla visione di chiunque dalla strada ai palazzi d’intorno.

I dubbi con le domande del: Adulti anagraficamente, ma dal loro comportamento osceno? Com’é possibile ? Non hanno avuto la maturità nel comprendere il luogo ove si trovavano? La integrità morale? Quali danni a terzi? Menefreghismo di fa ciò che si vuole? Forse avranno pensato di poter nascondere il loro comportamento come si fa con la polvere sotto al tappeto?

In particolare i commentatori si soffermarono sugli eventi più osceni (Terrazzo e parcheggio) chiedendo:

Le due persone che copulavano nel terrazzo erano talmente infuocate che non potevano utilizzare un letto? Coprire il gazebo con degli asciugamani da mare è per farsi osservare negli spazi rimasti aperti? Ma i figli di questi genitori od i parenti se lo vengono a sapere cosa diranno?

La persona al parcheggio, dopo aver lavato l’auto, poteva cambiarsi in altro luogo differente, non esposto al pubblico osservatore? Portarsi il cambio di abbigliamento vuol dire sapeva, a priori, che lo avrebbe fatto perché era una giornata particolarmente calda? Era urgente lavare l’auto, oppure poteva aspettare un giorno meno sudaticcio? La possibilità di spogliarsi altrove al chiuso, in privato, era possibile? E’ a di ciò che è fattibile, lecito fare quando si è esposti apertamente alla visione di terzi? I familiari lo sanno che un loro congiunto si è spogliata mostrandosi seminuda esponendosi alla visione di terzi?

La persona in terrazzo che prendeva il sole integrale poteva farlo? Sapeva a quali conseguenze penali andava incontro? E’ lecito far ciò che si vuole, anche se nella propria proprietà? Ed inoltre, dal lato giuridico, è possibile prendere il sole in bikini, lingerie, tanga o peggio integrale?

Fra i denunciati, i due che copulavano e la persona in terrazzo che prendeva il sole in modo integrale, come dissero in un gruppo del degrado prima che esso chiudesse definitivamente a dicembre 2020; un caso a parte fu quello della persona al parcheggio, rimasta seminuda cambiandosi gli indumenti.(2)

In qualsiasi caso gli «atti osceni in luogo pubblico» e quelli di «atti contrari alla pubblica decenza» non dovrebbero esserci poiché se i primi sono manifestazione di fatti e atti attinenti alla sfera sessuale, i secondi sono atti sconci, turpi o maleducati, ed è opportuno ricordare, in qualsiasi di questi episodi, in modo maturo, le gravi conseguenze psicologiche e traumatiche dei minori che, purtroppo, vi assistano inconsapevolmente.

[*]Fonte Riservata


NOTE VARIE

[1] “Bisogna tenere in considerazione il fatto che far volare un drone comporta, a seconda della tipologia di aeromodello di cui si è in possesso e delle operazioni che si effettuano, il rispetto delle normative di legge esistenti in materia e dei regolamenti in vigore. Non dimentichiamo, infatti, che si tratta pur sempre di aeromodelli telecomandati che possono causare – se male utilizzati o maldestramente guidati da remoto per inesperienza – danni a cose o persone, con conseguenze anche dal punto di vista sanzionatorio nel caso di uso illecito dei droni.

Nel regolamento ENAC, che contiene anche le definizioni terminologiche dei velivoli e degli aeromobili, la parola drone non è classificata come tipologia a parte, in quanto il regolamento distingue fra:

  1. aeromodello: dispositivo aereo a pilotaggio remoto, senza persone a bordo, impiegato esclusivamente per scopi ricreativi e sportivi, non dotato di equipaggiamenti che ne permettano un volo autonomo, e che vola sotto il controllo visivo diretto e costante dell’aeromodellista, senza l’ausilio di aiuti visivi;

2. aeromobile a pilotaggio remoto (abbreviato in APR): mezzo aereo a pilotaggio remoto senza persone a bordo, non utilizzato per fini ricreativi e sportivi;

3. sistema aeromobile a pilotaggio remoto (abbreviato inSAPR): sistema costituito da un mezzo aereo (aeromobile a pilotaggio remoto) senza persone a bordo, utilizzato per fini diversi da quelli ricreativi e sportivi, e dai relativi componenti necessari per il controllo e comando (stazione di controllo) da parte di un pilota remoto”. [Fonte: La Legge per tutti]


[2] Nel gruppo del degrado, chiuso poi a dicembre 2020, era apparsa una richiesta di da parte di un utente (rimasto anonimo) sulla identificazione della persona al parcheggio (una donna dai capelli scuri di corporatura, longilinea).

La motivazione della richiesta fu perché, da quanto dissero nel gruppo, nelle video riprese del drone mancava un pezzo tagliato alla pubblica visione in quanto ritenuto altamente erotico e le immagini avevano disturbato psicologicamente l’autore.

In seguito a ciò sparirono poi commenti e documentazione che riguardavano la donna al parcheggio.

Chiunque ha agito in nome e per conto di quella persona avrà avuto il timore che la denuncia non era più con una multa pecuniaria (da 5 a 10mila euro), bensì avrebbe avuto conseguenze penali più consistenti?

Nel contempo la domanda di molti fù:

L’autore del video era un minorenne e l’utente anonimo il genitore?

Se pur commenti, utenti e documentazione vennero cancellati c’è chi aveva iniziato nel ricordarsi di aver incontrato quella donna in una specifica via, altri alla Coop di Coverciano, ecc.


NOTE GIURIDICHE

Agli effetti della legge penale, nella nozione di osceno, rientra, dunque, (considerando in modo equivalente sia gli atti che gli oggetti, cfr. Cass. n. 3493/1985), tutto ciò che, tenuto conto della sensibilità dei consociati di “normale levatura morale, intellettuale e sociale, nel momento storico in cui si verifica il fatto incriminato, analizzato in base al criterio storico-evolutivo (Cass. n. 5308/1984), cagiona “una reazione emotiva immediata di disagio, turbamento e repulsione in ordine ad organi del corpo o comportamenti sessuali, i quali, per ancestrale istintività, continuità pedagogica e stratificazione di costumi ed esigenze morali, tendono a svolgersi nell’intimità e nel riserbo. (Cass. n. 37395/2004). [Studio legale Cataldi].

Il reato di atti osceni in luogo esposto al pubblico è configurabile anche nel caso in cui il fatto si verifichi nelle parti vicini ad un edificio condominiale, con la possibilità di accedervi anche da terzi non proprietari o condomini. La visibilità degli atti va quindi valutata ex ante, in relazione al luogo, all’ora ed alle modalità del fatto.

La Corte di ha osservato che siano inseriti negli atti contrari alla pubblica decenza, proprio in spregio ai criteri di convivenza e di decoro che debbono essere osservati nei rapporti tra i cittadini. Pertanto un posto esposto al pubblico è osservabile da vicini o passanti quindi l’esposizione di nudità integrale o parziale rientra nel suddetto reato.

Il titolare dell’atto osceno “non può vantare alcuna pretesa al rispetto della riservatezza” che comprende atti che vengono sì svolti all’interno di un luogo esposto al pubblico, ma in maniera tale da renderli visibili all’esterno. Peraltro ricordando anche la possibilità che le immagini ed i video possono sfortunatamente essere veicolati in piattaforme indecenti, quindi a danno del decoro a terzi e della propria (se riconosciuti), è opportuno fare in modo nel ricordarsi ove ci si trova e, di conseguenza, evitare nel fare atti osceni andando in un luogo chiuso e privato…comunque lontano dalla osservazione di eventuali minori.

Dal lato giuridico, leggendo la distinzione tra gli atti osceni e gli atti contrari alla pubblica decenza va individuata nel fatto che i primi offendono, in modo intenso e grave, il pudore sessuale, suscitando nell’osservatore sensazioni di disgusto oppure rappresentazioni o desideri erotici, mentre i secondi ledono il normale sentimento di costumatezza, generando fastidio e riprovazione.

Nel contempo, il reato previsto per quanto sopra, inerente alla nudità parziale o integrale, è idonea a provocare turbamento nella comunità attuale, potendo essere tollerata solo in particolari condizioni, quindi in presenza di soggetti consenzienti, ma non in luoghi pubblici, aperti o esposti al pubblico, dove è percepibile da tutti, anche da bambini e da adulti non consenzienti.

Gli episodi sono avvenuti in un luogo ‘esposto al pubblico’ cioè, quantunque non aperto o pubblico, è comunque situato in modo tale che chiunque possa vedere all’interno di esso (anche la commissione di atti osceni in luogo privato può integrare il delitto in esame qualora si lasci volontariamente aperta la finestra, di modo che chiunque possa vedere).

La condotta di cui al presente articolo non richiede un evento in senso naturalistico (ad esempio lo sconcerto di chi assista), e dunque configura un’ipotesi di reato di pericolo astratto, in cui è sufficiente che vi sia la mera possibilità che altri scorgano ciò che si sta compiendo.

In qualsiasi caso l’elemento soggettivo del reato è rappresentato dal dolo generico, pertanto per la sua configurazione è sufficiente “la volontà cosciente di compiere l’atto obiettivamente idoneo ad offendere immediatamente la verecondia sessuale, essendo irrilevante il motivo che ha determinato l’agente al comportamento osceno. (Cass. n. 1702/1972).


DIRITTO DI CRONACA

«È diritto insopprimibile dei la libertà d’ e di critica, limitata dall’osservanza delle norme di legge dettate a tutela della personalità altrui ed è loro obbligo inderogabile il rispetto della verità sostanziale dei fatti, osservati sempre i doveri imposti dalla lealtà e dalla buona fede. Devono essere rettificate le notizie che risultino inesatte e riparati gli eventuali errori.»

La funzione della cronaca è raccogliere le informazioni di pubblico interesse per poi diffonderle alla collettività. Le norme sul diritto di cronaca si applicano a chiunque descriva un avvenimento (anche se non è iscritto all’albo dei giornalisti), o un evento di pubblico interesse, attraverso qualsiasi mezzo di diffusione.


[*]EVENTUALI CONTROVERSIE FA FEDE IL FORO DI FIRENZE

Per comunicazioni legali inerenti al sopra articolo rivolgersi al nostro consulente, studio legale Avvocato Simone Valenti.