Toscana – Prato, Test sierologici privati

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Una realtà privata pratese si è messa a disposizione gratuitamente per effettuare i test seriologici: “La decisione di eseguire gratuitamente test sierologici a tutti i medici di famiglia, i pediatri e agli appartenenti alle forze dell’ordine è un gesto di forte attenzione alla nostra comunità e ci permette di fare un passo in più nella lotta contro questo virus maledetto. Di questo voglio ringraziarli, i privati che si mettono a disposizione della collettività in questo momento cruciale danno un bel segnale”.

Lo ha detto il Sindaco di Prato Biffoni, aggiungendo che da martedì 7 Aprile 2020 potranno essere effettuati dalle unità Usca i tamponi a domicilio per i pazienti sintomatici, indicati dai medici di famiglia, che non necessitano di ricovero ospedaliero o per i sospetti .

“Un servizio che sul territorio pratese permetterà di seguire circa 40 pazienti al giorno presso la propria abitazione, grazie all’impegno di quattro squadre di medici solo su Prato – ricorda infine Biffoni – Questo servizio è molto importante per avere un controllo capillare sul territorio in collegamento con i medici di famiglia”.

Intanto il governatore Rossi ha ricordato esiste una ordinanza ove i centri privati, non convenzionati, sono diffidati dal svolgere test sierologici che, peraltro, non avranno alcun valore. La Regione è disposta a convenzionarsi con i privati che lo vorranno. Ma se invece questi procederanno a fare i test in autonomia, la Regione li denuncerà alla nazionale, chiedendo la requisizione dei per i test sierologici.

A far eco su test e mascherine, ordinanze varie, il commento del deputato di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli:

In piena emergenza coronavirus la centrale acquisti dello Stato ha affidato l’acquisto di milioni di mascherine ad una cooperativa sociale che si occupa di accoglienza immigrati, la Indaco Service di Salvatore Micelli, imprenditore arrestato poco più di un anno fa per associazione a delinquere e truffa aggravata ai danni dello Stato. Lo stesso è salito nel 2015 sul palco della Leopolda di Renzi. Sarà solo una coincidenza che la centrale Consip, quella che ha bandito la gara, sia da tempo al centro di una bufera giudiziaria che coinvolge proprio il cerchio intorno a Renzi e alla Fondazione Open?“.

Donzelli sulla vicenda ha presentato anche un’interrogazione parlamentare.

Secondo le testimonianze raccolte da un servizio trasmesso giovedì da Piazzapulita – sottolinea Donzelli – alcuni imprenditori risulterebbero esclusi per le vicende giudiziarie nei quali sono coinvolti. Vorremmo sapere perché, nel caso di Micelli, questo non sia successo nonostante la gravità delle accuse. La vicenda desta più di un sospetto mentre le mascherine ancora non sono arrivate: è semplicemente indegno che qualcuno sfrutti un momento così serio e delicato per la nostra nazione per lucrare sulla salute delle persone e la sicurezza di medici e operatori sanitari costretti ad operare mettendo a rischio la loro stessa vita. Per di più, ancora una volta, con il ‘giochino’ delle imprese riconvertite per e dalle attività di accoglienza immigrati. Dal governo – conclude Donzelli – pretendiamo un chiarimento urgente“.