Toscana, Pelletteria: La contraffazione

Tempo di lettura: 2 minuti

guardia-di-finanzaLa contraffazione di accessori in pelle (borse, cinture, portafogli ecc.) è in costante crescita e rappresenta uno dei business più rilevanti per l’industria del falso. In Italia, che qualcuno ha definito la “bancarella d’Europa”, sono soprattutto due i soggetti che subiscono i maggiori danni dalla contraffazione di prodotti di pelletteria: le piccole-medie aziende, che dai “falsi” si vedono erodere importanti quote di mercato; i consumatori che, molto spesso, acquistano prodotti sia nocivi per la salute quando questi vengono a contatto con la pelle, sia difettosi nell’uso (cerniere, tracolle, fodere) per il bassissimo livello qualitativo dei materiali utilizzati. La voglia di status che apparentemente soddisfa l’acquisto a basso costo di un prodotto “griffato” altrimenti irraggiungibile, rischia quindi molto spesso di tradursi in un danno alla salute e al portafogli dell’incauto consumatore finale. I “falsi” di pelletteria, acquistati quasi sempre nel canale dell’ambulantato irregolare, sono realizzati con pellami a bassissimo costo nei quali possono essere presenti azocoloranti e conservanti organoclorurati che non sono oggi più presenti, per restrizioni normative, nelle produzioni italiane ed europee. La contraffazione elude di fatto il rispetto sia delle leggi sia delle norme di settore (vedere quadro normativo di riferimento).
Dai risultati di controlli analitici effettuati su prodotti in pelle di provenienza extra UE, più del 30% risulta non conforme ai requisiti imposti dal REACH (autorizzazione e restrizione delle sostanze chimiche) o richiesti dal mercato; tali prodotti espongono così il consumatore al rischio di dermatiti, allergie, disturbi respiratori.
Vi è anche un altro tipo di consumatore; colui che acquista merce contraffatta inconsapevolmente, magari ad un prezzo solo di poco inferiore a quello dell’originale. Una attenta lettura dell’etichetta che obbligatoriamente deve riportare il nome, la ragione sociale o marchio e la sede legale del produttore o dell’importatore (Codice del Consumo), pur non mettendo al riparo da un acquisto incauto, può comunque fornire qualche elemento di consapevolezza o di selezione; effettuare poi l’acquisto di un prodotto in pelle nei canali distributivi “ufficiali” offre certamente un’ulteriore garanzia di sicurezza.

Ministero Salute