[Toscana – Firenze] Demolizione del Leonardo Da Vinci, una certezza e tanti dubbi

A giugno sarà finalmente demolito l’edificio del biennio dell’ITI di . Il “mostro” infarcito di amianto sarà prima bonificato e poi abbattuto per far posto a una nuova struttura. La zona sarà recintata e l’ingresso consentito solo a tecnici e addetti ai lavori. Lo stesso iter seguito dal Comune per la scuola media Dino Compagni (i cui lavori di ricostruzione procedono peraltro a rilento). Gli studenti dovrebbero, nel frattempo, essere ospitati nella ex mensa che però sarebbe anch’essa inquinata dall’amianto. La buona notizia dell’abbattimento non cancella il gravissimo ritardo con cui l’amministrazione pubblica è intervenuta, visto che la prima richiesta di dell’ITI, fatta dalla ASL risale al 1997. Ritardo di cui non sono note le ragioni.
Molte perplessità permangono poi sul futuro destino sanitario di studenti e personale scolastico, per anni esposti all’amianto.
A questo proposito l’ONA, Osservatorio Nazionale Amianto, ha proposto un triplice livello di intervento a livello nazionale (ricordiamo che in Italia l’amianto è tuttora presente in 2400 scuole).
– Primo livello: evitare l’esposizione di studenti e personale scolastico all’amianto e sottoporli a costante sorveglianza sanitaria.
– Secondo livello: diagnosi precoce delle patologie e ricerca di cure sempre migliori.
– Terzo livello: epidemiologia e risarcimento degli eventuali danni.
Ricordiamo che fino al 2011 il Registro Mesoteliomi aveva segnalato 63 casi accertati di mesotelioma tra il personale scolastico. Ma ricordiamo anche che il mesotelioma è solo una delle patologie legate all’esposizione all’amianto.
Per concludere, una notizia che ci fa riflettere su quanto ci sia ancora da fare nel nostro paese a proposito dell’amianto: pochi giorni fa sono stati rinvenuti 50 quintali di eternit sepolti sotto la sabbia nelle vicinanze di uno stabilimento balneare nella zona di Massa.
Insomma, l’abbattimento degli edifici è sono uno degli aspetti di una battaglia che solo le prossime bonifiche ci diranno quanto sarà lunga e difficile.

Duccio Magnelli
giornalista