Toscana, Esselunga: Alterco fra conducenti auto al parcheggio sotterraneo

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Stamattina all’interno del del Esselunga di Via del Gignoro, alle ore 11.21, una persona parcheggiava la sua auto (A) con accanto un’altro passeggero. Aprendo lo sportello, il passeggero lo adagiava ad una auto vicino (B) [una Fiat 500 L di colore grigio scuro].

Dalla vettura già parcheggiata (B) usciva una donna di 35/40 anni, alta poco più di 1.70, capelli mori, inveendo con mali parole ed insulti di ogni tipo il passeggero dell’auto (A); dopo poco sopraggiungeva un uomo che si dichiarava il proprietario dell’auto ed il fidanzato della medesima. L’auto (B) era peraltro parcheggiata in modo errato, poiché troppo vicino all’altra vettura giunta da poco (A), indi per cui l’uscita del passeggero auto (B) era risultata molto difficoltosa.

Mentre la donna dell’auto (B) continuava ad inveire contro il passeggero dell’auto (A), cioé colui che aveva aperto lo sportello adagiandolo all’altra auto, i due guidatori si confrontavano sulla verifica di un graffio o presunto tale, tant’é che, ad occhio nudo, era impercettibile e neanche una foto della fiancata riusciva ad evidenziare quanto veniva addebitato al guidatore (A).

Il guidatore (B) pretendeva la constatazione amichevole per il danno subito e iniziava ad agitare le mani, avvicinandosi fisicamente al conducente dell’auto (A); quest’ultimo visto il comportamento eccessivo avvertiva il suddetto soggetto, conducente auto (B), che avrebbe chiamato i .

Il guidatore (A) constatato che tale comportamento del guidatore (B) stava diventando oltremodo minaccioso alla sua incolumità personale, andava a sedersi in auto con il telefono, per eseguire la chiamata ai Carabinieri.

Nel contempo il guidatore (B) sopraggiungeva presso l’auto (A) ed avvicinandosi a meno di 50 cm estraeva il portafogli mostrando uno scudetto di latta, non ben identificabile, il quale, secondo quanto dichiarava tale soggetto, lo rappresentava come (1).

Il guidatore (A) gli rispondeva al ‘poliziotto’ guidatore auto (B) che avrebbe chiamato comunque i Carabinieri. A questo punto il poliziotto (o chiunque esso era) andava alla sua auto e se ne andava, dicendo altre frasi.

Questo è quanto accaduto e vi raccontiamo, per dovere di .

Chiunque è stato testimone e vuole fornire la sua versione dei fatti, da pubblicare in aggiunta a quanto sopra, potrà prendere contatto con il nostro consulente legale Avv Simone Valenti.

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NOTA
Non è la prima volta che, in quel parcheggio sotterraneo, accadono fatti riprovevoli, tant’é che, raccontano clienti intervistati, mesi or sono, due conducenti di auto si sono presi a pugni per un parcheggio. La sorveglianza è adeguata, ma il parcheggio è enorme. Tuttavia esistono telecamere, indi per cui i malintenzionati e chiunque ha comportamento iroso è informato.

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(1) Di seguito il badge della Polizia di Stato che non è quello fatto vedere dal conducente dell’auto (B) al conducente dell’auto (A).

Foto per gentile concessione di geronimo.it