[Toscana] Covid-19, Inizia lo screening test ai giornalisti cronisti di nera (Aggiornamento 20 Aprile 2020)

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L’Associazione Stampa Toscana, in accordo con la Regione Toscana, invierà ai Cdr ed ai fiduciari di redazione, gli elenchi dei colleghi impegnati in prima linea, cioè nei servizi di cronaca o di inviato, oppure che vanno in redazione.

Ogni collega verrà identificato con il nome, cognome, residenza, indirizzo e-mail e numero di cellulare.

Sono coinvolti fotoreporter, telecineoperatori, free lance e collaboratori che certifichino lo stato di effettiva esposizione a rischio infezione.

Ovviamente sarà esclusivamente la Regione a decidere modalità, procedure e tempi di effettuazione dei test, in ogni provincia della Toscana, sulla base delle liste di nominativi trasmessi con l’assenso esplicito del collega considerato.

Quanto sopra per tutela, oltre a fornire un presidio di sicurezza per i colleghi interessati, fondamentale per garantire continuità all’informazione, servizio pubblico essenziale – riconosciuto anche dal Governo – e antidoto decisivo contro fake news e strumentali allarmismi.

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OPINIONI VARIE DI COLLEGHI TOSCANI

Quanto sopra ha avuto molte critiche e polemiche da diversi colleghi giornalisti freelance.

1) Ok…al test…ma non c’è un organo sanitario già predisposto e ben identificato al quale il giornalista può rivolgersi direttamente?

2) Perché passare dal sindacato ? Non c’è l’Ordine dei Giornalisti che dovrebbe fare una convenzione ufficiale?

3) Ogni giornalista deve avere un contatto diretto con una struttura sanitaria X o Y; voglio sapere che fine fanno i miei dati ed a chi vanno.

4) Non va bene che la regione toscana decide “modalità, procedure e tempi di effettuazione dei test”. Si tratta di miei dati riservati di salute. Dov’è la privacy?

5) E’ un privilegio di pochi fare il test? OK, d’altronde si tratta di svolgere un lavoro a rischio, come ovviamente altri. Il mio assenso/consenso intendo darlo a chi mi consegnerà il test: intendo un medico o chi per lui.

6) I miei dati per farne cosa? Voglio sapere di più su questa storia…pochi dettagli.

7) I cronisti dipendenti saranno i privilegiati o tutti allo stesso piano? Par di capire che è la regione toscana a deciderlo. Non mi sta bene.

8) Quindi…senza il test non si lavora più in cronaca e non posso andare in redazione?

9) Andare fuori già mal pagati da testate locali che prendono soldi dall’editoria…no grazie…cercherò di fare il mio lavoro in altro modo, da casa, smetto la cronaca nera!!!

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NOTA DI EMMEGIPRES

-> Ci esuliamo dai commenti sopra ricevuti dai colleghi. Ognuno esprime la sua opinione in merito alle vicende che accadono, ovviamente nel rispetto dei rispettivi interessati. L’opinione è garantita dalla Costituzione Italiana Art.21.

-> La redazione Toscana di Emmegipress, dall’inizio dell’emergenza sanitaria, ha deciso di non mettere in ‘pericolo’ i proprio collaboratori e corrispondenti in toscana, sapendo che in tale regione spesso si trovano ostacoli burocratici di ogni tipo e problematiche di non poco conto che poi vanno risolte con denunce e azioni legali.

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L’AST , il 20 Aprile 2020, precisa quanto segue:

Care colleghe e cari colleghi, ringrazio sentitamente la Regione Toscana che ha confermato, nell’ordinanza firmata ieri sera, 19 aprile, dal presidente Enrico Rossi, l’intesa con Ast inserendo nei test sierologici gratuiti anche i giornalisti impegnati in prima linea nell’emergenza Covid-19. L’ordinanza riguarda i cronisti (anche radiofonici e televisivi, nonostante un refuso nell’ultima stesura), i fotoreporter, i telecineoperatori e anche coloro che possono essere esposti al rischio contagio dovendo stare in redazione e quindi a contatto con altri.

La novità è che per sottoporsi ai test basta rivolgersi direttamente ai 40 laboratori indicati dalla Regione, e dislocati in tutta la Toscana, senza bisogno di inviare elenchi all’Ast.

Ringrazio la Consulta sindacale, i Cdr, i fiduciari di redazione e la Commissione lavoro autonomo per la disponibilità dimostrate, ma i collaboratori stretti del presidente Enrico Rossi, hanno spiegato che al momento della stesura dell’ordinanza è stato considerato più pratico permettere a tutte le categorie di lavoratori interessati prendere contatto diretto con i laboratori che effettueranno, ripeto del tutto gratuitamente, i test.

Ribadisco e sottolineo che questa opportunità non deve essere considerata un diritto generalizzato di categoria, bensì va considerata e apprezzata soltanto come un giusto screening su chi potrebbe essere effettivamente contagiato e a sua volta contagiante, nell’ambito e nello spirito del piano di emergenza di sanità pubblica presentato dalla Regione Toscana.

Ringrazio per l’attenzione, confermo che gli uffici Ast restano a disposizione per eventuali chiarimenti e informazioni e molto caramente saluto.

Sandro Bennucci – Presidente Associazione Stampa Toscana“.

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L’elenco dei 40 laboratori indicati dalla Regione Toscana, ai quali sarà possibile rivolgersi per i test sierologici, è disponibile nel sito web AST.

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