Tagli e ritagli: Dopo i vitalizi del passato anche le pensioni ordinarie?

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Nell’ipotesi che avremmo il passaggio al contributivo dei vitalizi dei parlamentari, quindi porterebbe a un risparmio di 76 milioni di euro, nel caso dell’analogo passaggio al contributivo di milioni di pensioni avremmo un risparmio di 58 miliardi (non milioni) di euro! Come si arriva a questa cifra miliardaria? Semplice, si consideri che le pensioni ordinarie (escluse le sociali, assistenziali, ecc.) valgono qualcosa come 218 miliardi l’anno, vale a dire che lo Stato ogni anno tira fuori questa cifra miliardaria per pagare le pensioni che, per il 90%, sono retributive, cioè basate per l’80% sugli ultimi stipendi.

Ci sono categorie (ex dirigenti, ferrovieri, telefonici, ecc.) che prendono una pensione fino al 60% in più dei contributi effettivamente versati. Ma di costoro non si parla e si parla poco dei pensionati baby che, con 10 o 15 anni di servizio, portano a casa pensioni per un importo complessivo di 9,4 miliardi (non milioni). Altro che vitalizi!

Nel nostro sistema pensionistico, il passaggio dal sistema retributivo al contributivo comporta una diminuzione media delle pensioni del 30%. Ogni pensionato faccia i calcoli di quanto sarebbe la propria pensione ridotta del 30%.

Se sarà approvata una legge che consente di ricalcolare retroattivamente un trattamento di quiescenza particolare (i vitalizi), perché non farlo anche con le pensioni ordinarie, colpendo, prima, quelle d’oro, poi quelle d’argento, quindi quelle di bronzo e, infine, quelle di terracotta, cioè tutte?

Insomma è svelato l’arcano, il motivo per il quale si è dato spazio all’argomento vitalizi: è il cavallo di Troia che consentirà di espropriare le pensioni ordinarie ?

Si può fare diversamente? Certo che sì, come abbiamo già scritto. Vediamo.

Equitalia ha certificato che ci sono complessivamente 812 miliardi di euro da riscuotere (!), cioè già messi a ruolo, ma che si potranno recuperare solo 52 miliardi (!).

Comunque, con 52 miliardi si potrebbe intervenire sulla povertà, e, anche, investire in opere pubbliche. Nel solo 2014, l’ammontare dell’evasione fiscale e contributiva è stato di 112 miliardi di euro. Ce ne sarebbe a iosa per nuovi interventi pubblici.

I problemi si potrebbero affrontare facendo pagare le tasse a chi le deve pagare. Si chiama equità, quella responsabile.

Primo Mastrantoni, segretario nazionale Aduc