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Le Nazioni Unite tramite i propri organi si sono espresse riguardo allo status di in diverse occasioni. In previsione del termine del mandato britannico della Palestina, una prima relazione, affidata all’UNSCOP, comitato costituito appositamente nel 1947 per elaborare il piano di partizione della Palestina, raccomandò la creazione di una zona internazionale nella quale la città fosse compresa.

La mancanza di una capitale di riconosciuta come tale dall’ONU è rimarcata nella stessa cartografia da esso prodotta e distribuita, che non indica alcun centro quale capitale d’ (come ad esempio questa mappa del 2004 ove, pur non impegnando il Segretariato delle Nazioni Unite rispetto ai suoi contenuti, Gerusalemme è segnata semplicemente come “città” sede di “distretto”, laddove Amman e Damasco sono segnate come “capitali” dei rispettivi Stati.

Gerusalemme per due volte è stata teatro di guerra tra arabi ed israeliani, e nel tempo diversi soggetti del hanno avuto il controllo e/o rivendicato la propria sovranità su una parte o sulla totalità della città; in particolare, negli ultimi vent’anni le rivendicazioni dei due attori principali, Israele e l’OLP-ANP, sono risultate finora inconciliabili;

la posizione prevalente della comunità internazionale è quella di ritenere acquisita la sovranità di Israele sulla settore occidentale della città, e di considerare il settore (al pari del resto della Cisgiordania) occupato su cui vige la IV convenzione di Ginevra del 1949, con Israele potenza occupante.

La sovranità di Israele su Gerusalemme Ovest si è ormai considerata un fait accompli dalla comunità internazionale; questa idea è rintracciabile anche nei comportamenti dei paesi arabi e dalla stessa ANP. Rispetto a Gerusalemme Est la posizione internazionale è stata molto meno acquiescente, in ragione della norma che vieta ogni annessione ottenuta con l’uso della forza.

I documenti ufficiali delle Nazioni Unite sulla questione sono molto numerosi; in particolare per quanto riguarda Gerusalemme Est sono significative le risoluzioni: SC-298 del 25 settembre 1971, SC-476 del 30 giugno 1980, SC-478 del 20 agosto 1980, GA-48/158 D del 20 dicembre 1993, AG-52/65 ed AG-52/66 del 10 dicembre 1997. La Corte internazionale di giustizia ha definito, nel caso della parte orientale della città, Israele quale potenza occupante.

Un aspetto del problema, di natura diplomatica e politica, riguarda il riconoscimento internazionale della proclamazione di Gerusalemme a capitale dello Stato di Israele;

sin dal 1949-50 lo stato di Israele ha proclamato Gerusalemme – o meglio il settore ovest di Gerusalemme, a quel tempo controllato da Israele – sua capitale;

la reazione della comunità internazionale a quella decisione fu in generale orientata su una posizione di non riconoscimento;

il problema si è aggravato quando, dopo che nel 1967 Israele ebbe assunto il controllo della Cisgiordania, e successivamente varato una serie di provvedimenti volti ad unificare l’amministrazione della municipalità, nel 1980 la Knesset ha proclamato la città “completa e unita” capitale di Israele;

poiché questo atto venne interpretato come una forma di annessione de jure di Gerusalemme Est, il Consiglio di dell’ONU deplorò immediatamente quella decisione e la comunità internazionale si è successivamente orientata in maniera ancora più unanime verso il non riconoscimento.

Attualmente solo l’ambasciata statunitense si trova entro i confini della regione attorno alla città per cui il piano di Partizione avrebbe previsto l’internazionalizzazione.

Tali posizioni da parte della comunità internazionale volte a non riconoscere l’annessione territoriale di Gerusalemme Est allo stato di Israele, sono generalmente interpretate dalla pubblicistica e dalla stessa israeliana anche come un atto di non riconoscimento politico dello status di capitale della città.

Il 6 dicembre 2017 il presidente statunitense Donald Trump ha ufficialmente riconosciuto Gerusalemme come capitale dello stato di Israele e l’ambasciata statunitense è stata spostata da Tel Aviv a Gerusalemme il 14 Maggio 2018.

Fonte
wikipedia.org