Scienza e matematica

Tempo di lettura: 2 minuti

Pitagora fu tra i primi di cui si abbia notizia a introdurre la matematica come strumento di studio non solo quantitativo, ma anche qualitativo della natura, poiché a ogni numero era anticamente attribuito un valore o un’essenza con cui si riteneva intessuta tutta la realtà.

Diversi e filosofi, tra cui Platone, Aristotele, Tommaso, Leonardo, Bruno, Spinoza, Cantor, Frege, Erdös, Gödel, accomunabili nel cosiddetto realismo platonico, vedevano nel fatto che l’universo risultasse governato da un ordine geometrico e matematico, anziché dal puro caso, la possibilità stessa di approdare scientificamente alle verità ultime su di esso.

Aristotele, ad esempio, giudicava erroneo il detto del sofista Protagora secondo cui «l’uomo è misura di tutte le cose», proprio perché privava la verità di coerenza logica e di qualunque criterio oggettivo.

Celebre è poi l’affermazione di Galileo Galilei secondo cui «questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi a gli occhi (io dico l’universo)» è «[…] scritto in lingua matematica, e i caratteri son triangoli, cerchi, ed altre figure geometriche, senza i quali mezzi è impossibile a intenderne umanamente parola».

Ancora oggi la previsionale della matematica, rispetto a certi fenomeni, continua a porre la questione, studiata dalla della matematica, se la natura stessa sia governata dalla matematica e l’uomo, in quanto parte della natura, non faccia altro che esteriorizzare tale intrinseca.

Esercitando il metodo scientifico fatto di tentativi ed errori, si analizzano infatti le osservazioni e si applicano a queste le formule matematiche che ne permettano la migliore descrizione: lo sviluppo di teorie scientifiche è basato sulla nostra capacità di interpretare logicamente i dati, e a tal fine si sono sviluppate statistiche (funzioni di distribuzione) che permettono di ridurre l’incertezza delle previsioni e affinare le teorie a esse connesse.

Mentre anticamente, tuttavia, fondamento della non era l’astratta speculazione matematica bensì la percezione a diretto contatto con la realtà, oggi la matematica è considerata una autonoma, che non viene vista neppure come un mero strumento a servizio di altre discipline.

Come la ricerca pura non viene subordinata alla ricerca applicata, così la matematica non lo è più nei confronti della scienza, essendosi resa indipendente. Lo sviluppo delle non euclidee ha per esempio preparato lo studio della curvatura nella relatività generale.