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Il cru, che corrisponde a un comune viticolo, identifica la particolare combinazione di vitigno, terroir e clima. Esistono 320 cru e 278.000 particelle che posseggono una specifica identità. I vitigni della hanno caratteri propri, che evolvono e si esprimono in maniera diversa a seconda dei terroir.

Il carattere di un è sempre accentuato nel caso di assemblaggi monovitigno:

Scelta delle annate: brut non millesimati o millesimati

In Champagne, la tradizione vuole che si assemblino di annate diverse. Al momento dell’assemblaggio, l’elaboratore crea l’armonia che riflette la sua visione di quel che lo Champagne deve essere, grazie alla varietà dei di cui dispone: varietà dei cru e dei vitigni, ma anche delle annate. L’assemblaggio “non millesimato” permette quindi l’espressione e la perpetuazione dello stile proprio a un marchio.

Millesimato

In alcuni casi, i vini assemblati appartengono tutti a una sola e unica annata, che prende il nome di “millesimo” (millésime). La decisione di millesimare o meno un vino spetta al solo elaboratore, il quale può decidere che la pronunciata tipicità di una vendemmia meriti di essere esaltata.
Uno Champagne millesimato sarà sempre un vino di carattere, contraddistinto dall’annata di produzione.

Gli Champagne non sono tutti dello stesso colore.

Dal giallo oro pallido al verzolino dorato, dall’oro antico al giallo lunare, dal paglierino al giallo intenso, all’occhio si offrono tutte le sfumature. Il colore del vino è determinato dall’assemblaggio e dalla sua personalità: un vino leggero è chiaro, un vino più potente tende a tonalità più intense.

I rosés

Gli Champagne rosé sono in genere frutto dell’assemblaggio di vini con un fermo a denominazione Champagne. La gamma cromatica varia dal rosa tenero al rosa intenso, mentre il sapore va da molto leggero a molto strutturato.

Scelta dell’affinamento: giovane, maturo o di pienezza

Tutti gli Champagne si affinano per un minimo di 15 mesi nelle degli elaboratori. Per i millesimati sono necessari tre anni e molto più per le cuvée speciali. Il tempo, infatti, permette di arricchire il quadro aromatico dei vini.

Scelta del dosaggio: brut, doux, demi-sec

Il termine “brut” che dà nome a oltre il 90% degli Champagne è riferito a una modalità di dosaggio. Si tratta semplicemente della particolarità che lo Champagne acquisisce a fine vinificazione, nel momento in cui si procede al dosage, ossia all’apporto del tocco di dolce necessario alla perfetta espressione degli aromi.

Questo tocco di dolce, diverso a seconda dei vini, permette di stabilire una scala degli Champagne, dal meno dolce al più dolce, ovverosia dal brut nature al brut, al sec e al demi-sec.

Fonte
champagne.fr