Riconoscimento dei volti nel disturbo dello spettro autistico

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Nel disturbo dello spettro autistico, l’alterata elaborazione degli stimoli sociali, come il riconoscimento e la preferenza per i volti, è stata associata a menomazioni nel funzionamento del cosiddetto “ sociale”, ossia una rete di aree corticali principalmente dedicate allo sviluppo di stimoli sociali (Volkmar et al., 2011).

Allo stato attuale, ancora non è chiara l’origine dello sviluppo di queste anomalie. Secondo un’ipotesi recente (Johnson et al., 2014), lo sviluppo inusuale del cervello sociale nelle persone con , può essere dovuto ad un’alterazione o ad un ritardo nell’attivazione precoce dei meccanismi di innato di tipo sottocorticale.

Nello sviluppo tipico, questi meccanismi infatti predispongono i verso l’orientamento di stimoli visivi sociali e guidano simultaneamente la successiva specializzazione dei circuiti corticali più maturi dedicati a rilevare ed elaborare gli stimoli sociali.

Uno studio recente
Uno studio pubblicato nel 2016 da Di Giorgio e colleghi, ha analizzato la predisposizione innata, da parte dei neonati ad alto rischio familiare di disturbo dello spettro autistico (cioè che hanno un fratello maggiore diagnosticato con autismo) ad orientarsi verso diverse classi di stimolo sociale e non sociale, al fine di testare l’ipotesi di un’alterazione dei meccanismi di orientamento innato di tipo sottocorticale.

Lo studio ha coinvolto 17 neonati ad alto rischio di autismo e 17 neonati a basso rischio di autismo, la cui età postnatale variava dal 6 ° al 10 ° giorno di vita. I neonati sono stati esposti a 4 tipologie di stimolo:

Modello del viso orientato vs modello del viso invertito (dei quadratini neri collocati nella posizione appropriata per gli occhi e la bocca nel modello a facciale orientato in maniera simile ad uno volto umano, mentre sono stati ruotati di 180 ° sull’asse verticale nel modello facciale invertito).

Sguardo diretto vs sguardo indiretto ( colorate di volti femminili reali che dirigevano il loro sguardo dritto sull’osservatore (sguardo diretto) o distolto da un lato (sguardo indiretto).

casuale vs di tipo biologico (lo stimolo di biologico consisteva in uno schema di quadrati neri su sfondo bianco che rappresentavano una gallina in , mentre lo schema casuale consisteva in uno spostamento casuale dei quadrati).
Moto rigido vs pattern di movimento biologico (il modello di movimento rigido non biologico è stato creato ruotando il primo fotogramma dell’animazione della gallina attorno al suo asse verticale).

I risultati mostrano come l’attenzione alle due tipologie di stimolo, sociale e non sociale, differisca tra i neonati ad alto e basso rischio di autismo.

La differenza principale è dovuta al fatto che i neonati ad alto rischio, rispetto a quelli a basso rischio, erano più interessati a prestare attenzione, sia in termini di percentuale di preferenza visiva, sia in termini di numero di fissazioni, al modello invertito del volto e allo stimolo del movimento casuale.

Dai risultati sembra dunque che nei neonati ad alto rischio di autismo, sia presente una menomazione precoce dei meccanismi di orientamento innati dedicati all’attenzione visiva verso gli stimoli sociali.

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