Proteggere i media indipendenti garantendo libertà di informazione

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Le piattaforme Internet private ed i ben noti motori di ricerca, al tempo del Covid-19, stanno esercitando il potere sul campo giornalistico attraverso algoritmi, e robot che influenzano non solo la logica economica del , ma anche i modi in cui viene praticato il .

Questa grave minaccia alla libertà di indipendente deve essere fermata poiché i cambiamenti tecnologici devono essere neutrali all’espansione del giornalismo e non ostativi ad esso.

In questo particolare momento storico vi sono e piattaforme che stanno ‘censurando’, con dei loro criteri non corretti, mettendo a rischio le notizie e le informazioni che sono spesso inaccessibili ai giornalisti stranieri.

Alla luce delle crescenti perturbazioni causate dalla pandemia di COVID-19, i monitor per la libertà di espressione e la libertà dei media per le Nazioni Unite, la Commissione interamericana per i diritti umani e il rappresentante per la libertà dei media dell’organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa ha pubblicato una dichiarazione congiunta, avvertendo dell’importanza di informazioni affidabili e tempestive al momento della pandemia di coronavirus.

Ecco la loro dichiarazione completa:

“Condividiamo la grave delle persone ovunque di fronte alla pandemia di COVID-19. In un momento di tale gravità, comprendiamo e supportiamo pienamente gli sforzi dei professionisti della sanità pubblica e dei governi per sviluppare e attuare strategie per proteggere la salute umana e la vita umana.

È in gioco il diritto fondamentale e non derogabile alla vita e i governi sono tenuti a garantirne la protezione.

“La salute umana non dipende solo da un’ facilmente accessibile. Dipende anche dall’accesso a informazioni accurate sulla natura delle minacce e sui mezzi per proteggere se stessi, la propria famiglia e la propria comunità.

Il diritto alla libertà di espressione, che include il diritto di cercare, ricevere e impartire informazioni e idee di ogni tipo, indipendentemente dalle frontiere, attraverso qualsiasi mezzo di comunicazione, si applica a tutti, ovunque e può essere soggetto a restrizioni ristrette. A tale proposito, raccomandiamo quanto segue:

“In primo luogo, è essenziale che i governi forniscano informazioni veritiere sulla natura della minaccia rappresentata dal coronavirus. I governi di tutto il mondo sono obbligati dalla legge sui diritti umani a fornire informazioni affidabili in formati accessibili a tutti, con particolare attenzione a garantire l’accesso alle informazioni da parte di coloro che hanno un accesso limitato a Internet o dove la disabilità rende difficile l’accesso.

In secondo luogo, l’accesso a Internet è fondamentale in un momento di crisi. È essenziale che i governi si astengano dal bloccare l’accesso a Internet; nelle situazioni in cui Internet è stato bloccato, i governi dovrebbero, in via prioritaria, garantire l’accesso immediato al servizio Internet più veloce e più ampio possibile. Soprattutto in un momento di emergenza, quando l’accesso alle informazioni è di fondamentale importanza, ampie restrizioni all’accesso a Internet non possono essere giustificate per motivi di ordine o di sicurezza nazionale.

In terzo luogo, il diritto di accesso alle informazioni significa che i governi devono compiere sforzi eccezionali per proteggere il lavoro dei giornalisti. Il giornalismo svolge una funzione cruciale in un momento di emergenza sanitaria pubblica, in particolare quando ha lo scopo di informare il pubblico su informazioni critiche e monitorare le azioni del governo. Esortiamo tutti i governi a mettere in atto le loro leggi sulla libertà di informazione per garantire che tutti gli individui, in particolare i giornalisti, abbiano accesso alle informazioni.

In quarto luogo, condividiamo la preoccupazione che false informazioni sulla pandemia possano portare a problemi di salute, panico e disturbo. A tale proposito, è essenziale che i governi e le società Internet affrontino in primo luogo la disinformazione fornendo da soli informazioni affidabili. Ciò può avvenire sotto forma di un solido servizio di messaggistica pubblica, supporto per annunci di servizio pubblico e supporto di emergenza per le trasmissioni pubbliche e il giornalismo locale (ad esempio, attraverso annunci sanitari del governo).

Il ricorso ad altre misure, come la rimozione dei contenuti e la censura, può comportare la limitazione dell’accesso a informazioni importanti per la salute pubblica e dovrebbe essere intrapreso solo laddove soddisfino gli standard di necessità e proporzionalità.

Qualsiasi tentativo di criminalizzare le informazioni relative alla pandemia può creare sfiducia nelle informazioni istituzionali, ritardare l’accesso a informazioni affidabili e avere un effetto agghiacciante sulla libertà di espressione.

In quinto luogo, siamo consapevoli del crescente utilizzo di strumenti di di per tracciare la diffusione del coronavirus. Sebbene comprendiamo e supportiamo la necessità di sforzi attivi per affrontare la pandemia, è anche fondamentale che tali strumenti siano limitati nell’uso, sia in termini di finalità e di tempo, sia che i diritti individuali alla privacy, alla non discriminazione, alla protezione del giornalismo fonti e altre libertà devono essere rigorosamente protette.

Gli stati devono anche proteggere le informazioni personali dei pazienti. Sollecitiamo vivamente che qualsiasi uso di tale tecnologia si attenga alla protezione più rigorosa e sia disponibile solo in base al diritto nazionale che sia coerente con gli standard internazionali sui diritti umani.

Chiudiamo ringraziando tutti i professionisti medici e sanitari che si mettono in prima linea nel trattamento del malessere. ”

* Gli esperti: David Kaye, relatore speciale sulla promozione e protezione del diritto alla libertà di e di espressione; Harlem Désir, rappresentante dell’OSCE per la libertà dei media e Edison Lanza, relatore speciale IACHR per la libertà di espressione.

In Italia la libertà di espressione è un diritto umano universale. Non è una prerogativa del politico. Né è il privilegio del giornalista. Nel lavoro quotidiano i giornalisti esercitano semplicemente il diritto di ogni cittadino alla libertà di parola.

Una stampa libera è fondamentale per una società democratica. Cerca e fa circolare notizie, informazioni, idee, commenti e opinioni e tiene chi ha l’autorità di rendere conto.

La stampa fornisce la piattaforma per ascoltare una molteplicità di voci. A livello nazionale, regionale e locale, è tutore del pubblico, nonché educatore, intrattenitore e cronista contemporaneo.

Attualmente una gran parte di cronisti delle agenzie, intervistati da Emmegipress, sono privi di mascherine e viaggiano sul territorio per fare informazione professionale a loro rischio e pericolo.

In Toscana, oltre ai proclami di chi stampa mascherine per darle, giustamente in primis agli operatori sanitari, poi l’egoismo avvolge altri nel ricordarsi che, senza informazione locale, coloro che oggi spammano doni e regali beandosi della beata mazza del nulla, dimenticano che il loro donare è puro marketing, non certo altruismo.

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