Plasma iperimmune per pazienti critici con COVID-19, sperimentazione in Italia

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Lo scoppio della sindrome respiratoria acuta grave 2 (SARS-CoV-2) è diventato una pandemia. Fino ad oggi, nessun trattamento specifico si è dimostrato efficace. In Cina sono stati ottenuti risultati promettenti utilizzando il plasma iperimmune da pazienti guariti dalla malattia.

L’aferesi da recuperati verrà eseguita con un dispositivo di separazione cellulare, con 500-600 mL di plasma ottenuto da ciascun donatore. I sono , di età pari o superiore a 18 anni, valutati per trasmissibili secondo la legge italiana.

I test aggiuntivi saranno per il virus dell’epatite A, il virus dell’epatatite E e il Parvovirus B-19.

Tutti i donatori saranno testati per il titolo di neutralizzazione di . Ogni sacca di plasma ottenuta dalla plasmaferesi sarà immediatamente divisa in due unità e congelata secondo gli standard nazionali e conservata separatamente.

Sulla base dell’esperienza pubblicata in letteratura, 250-300 ml di plasma convalescente saranno usati per trattare ciascuno dei pazienti reclutati al massimo 3 volte nell’arco di 5 giorni.

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