Pitti uomo 96, Editorial report

Il 2008 è stato l’anno in cui ho smesso di andare al Pitti Uomo per motivi professionali; nel 2019 sono ritornato in fiera, dopo ben 11 anni e l’ho trovata cambiata radicalmente. Prima di tutto l’avvento della tecnologia ha semplificato l’accesso e l’uscita dalla fiera, semplicemente con un pass elettronico passando il proprio smartphone o tablet in un apposito lettore. Appena entrati ti trovi proiettato in un mondo multicolore e multietnico, con diverse persone e personaggi unici, nel vero senso della parola.

Lo smartphone ti permette di entrare nei vari stand ove, sempre con un lettore ottico portatile, l’addetto/a ti registra, avendo così la possibilità di farsi accreditare con la qualifica che è registrata alla Fiera.

La nota un pò dolente è il calendario degli eventi, per esempio nel solo martedì 11 Giugno, c’erano, in sequenza, l’inaugurazione al Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio alle 10.30, ed a seguire una sessantina di eventi, dentro e fuori la fiera, in orari spesso sovrapposti.

Indi per cui, per esperienza, ho segnato nell’agenda elettronica gli appuntamenti più importanti per la mia testata giornalistica, tralasciandone altri, altrettanto interessanti, ma impossibili per gli orari anche in concomitanza. L’inaugurazione di Pitti era stracolma di persone, addetti ai lavori, media, personalità, ecc.

Una norma specifica, quella di non poter fotografare all’interno dei padiglioni, sui prodotti o stand, compreso negli eventi interni ed esterni, salvo autorizzazione dei diretti interessati; restrizione che esisteva anche molti anni fa, ma con l’avvento degli smartphone e tablet con fotocamere annesse, probabilmente è diventata più ristretta, soprattutto per rispetto a quei fotografi che, durante le giornate vanno su è giù, per lavoro professionale.

La zona Press, rispetto al passato, si è spostata altrove, ampliandosi nell’offerta di servizi e spazi; le zone ‘relax’ erano stracolme, come altrettanto le postazioni tecnologiche. Non sempre il wi-fi era disponibile ed il segnale diminuiva notevolmente, soprattutto passando nei vari padiglioni; all’esterno la difficoltà di mantenere il segnale si scontrava con l’ingolfamento di centinaia di smartphone connessi. Un servizio bar gratuito forniva acqua, bevande, alcol, caffé. Il dinner per la stampa, era spostato verso la zona ‘amministrazione’.

Gli espositori…una miriade di marchi dislocati in vari padiglioni, otto di essi dedicati a progetti tematici come il Guest Nation China. In totale erano presenti 1.220 marchi di cui 549 esteri (45%) e 230 tra nomi nuovi e rientri.

Il mezzo di locomozione più idoneo, per chi abita in Firenze, è l’autobus, in quanto, i parcheggi, come riferito da alcuni colleghi e buyers, erano pieni sin dalle prime ore di mattina. Per chi proveniva in auto da altre città e regioni, c’era un’apposita area, molto lontano dalla location fiera, fornita di un bus navetta gratuito.

In conclusione il Pitti Uomo si conferma una tappa obbligatoria ogni sei mesi, per chi lavora nel settore, ma anche per una moltitudine di persone, provenienti da tutto il mondo.