Panopticom, Un esempio di controllo globale

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Il Padiglione Conolly a Siena presso l’ex ospedale psichiatrico di San Niccolò era originariamente destinato all’isolamento dei malati più gravi; negli anni ’90 del XX secolo è stato utilizzato dalla facoltà di Ingegneria dell’Università di Siena. Oggi è in grave stato di degrado. Perché parliamo di questo argomento? Leggete più avanti.

Un pò di storia.

Il monastero di San Niccolò, situato nel Terzo di San Martino, fu fondato per volontà di Niccolaccio Petroni che lo dotò di rendite (o, secondo altre fonti, legato testamentario datato aprile 1336.

Le suore vi vivevano sotto la regola di Santa Chiara e il monastero tra i suoi possedimenti poteva vantare molti poderi.

Nel 1783 gli fu unito il monastero di San Lorenzo, fuori le mura, che venne soppresso.

Nel 1810 toccò la stessa sorte al monastero di San Niccolò che venne a sua volta soppresso e ceduto in proprietà alla Compagnia dei disciplinati fondata da San Bernardino da Siena, divenuta in seguito Società di Esecutori di Pie Disposizioni.

Il monastero di San Niccolò fu così destinato a ospitare, a partire dal 1818, un ospedale psichiatrico che sostituì la cosiddetta Casa dei Matti di via San Marco fondata nel 1762 e gestita sotto la sovrintendenza dell’Ospedale di Santa Maria della Scala.

Premesso quanto sopra, perché questo post? Semplicemente per introdurre l’argomento del Panopticon o panottico, cioé un carcere ideale che attualmente, nell’oggi del 2020, con una pandemia globale, lo si può intravedere nel futuro delle vite umane terrestri.

Il concetto di questa progettazione ‘vecchia’ del 1700, ritorna ad essere focalizzata nell’attuale situazione globale ove permetterà, a un unico sorvegliante, di osservare (opticon) tutti (pan) i soggetti di una istituzione carceraria (cittadini di ogni paese) senza permettere a questi di capire se siano in quel momento controllati o no.

Il nome si riferisce anche a Argo Panoptes della mitologia Greca: un gigante con un centinaio di occhi considerato perciò un ottimo guardiano.

L’idea del panopticon ha avuto una grande risonanza successiva, come metafora di un potere invisibile, ispirando pensatori e filosofi come Michel Foucault, Noam Chomsky, Zygmunt Bauman e lo scrittore britannico George Orwell nel romanzo 1984.

Fonte : Wikipedia.org