Ordini Pataccari: Macché onore, è la vilissima reputazione! (3)

Tempo di lettura: 3 minuti

Col passare del tempo tuttavia l’evolversi della situazione politica europea, il mutarsi della cultura nel periodo del Rinascimento, l’avvento della Riforma e poi della Controriforma e l’affermarsi di grandi correnti di pensiero portarono la maggior parte di questi Ordini alla decadenza. Infatti mentre altri Ordini cavallereschi venivano ovunque costituiti e disciolti, si faceva strada un diverso modo di intendere la Cavalleria, ormai decaduta dal suo significato classico. Si venivano cioè istituendo Ordini che avevano lo scopo di ricompensare le benemerenze di singoli individui assimilando gli insigniti agli onori della Cavalleria Regolare, senza che tuttavia venisse imposta loro la soggezione ad obblighi o vincoli particolari.

Quanto si è detto sinora mette bene in evidenza come gli Ordini Cavallereschi debbano necessariamente promanare da un’autorità sovrana costituita e riconosciuta, in esercizio o in titolo, possedendo essi Ordini un carattere giuspubblicistico che li sottrae sempre e comunque a qualsiasi iniziativa privata. Ma vediamo un po’ più da vicino come questi Ordini Cavallereschi possono essere classificati.

Gli Ordini Cavallereschi esistenti si dividono in:

Ordini statuali. Sono la stragrande maggioranza e sono quelli che nell’ordinamento di uno Stato appaiono quali persone giuridiche pubbliche. Tali sono gli Ordini laici sorti nel XIX e XX secolo e denominati, come si è detto, Ordini al Merito.

Ordini dinastico-statuali. Sono quelli già appartenenti al patrimonio araldico di una dinastia ed usati successivamente come parte del patrimonio araldico della Corona, ossia della istituzione monarchica che regge lo Stato indipendentemente dalla dinastia che ne detiene il titolo.

Ordini dinastici. Quelli che non sono legati alla sovranità di uno Stato, ma alla prerogativa sovrana dello jus collationis connesso alla persona del Re (o suoi successori) e non necessariamente alla sua condizione di regnante. Tale prerogativa è conservata anche al sovrano non abdicatario in esilio.

Ordini pontifici. Tali sono quelli che promanano direttamente ed esclusivamente dalla sovranità spirituale della Chiesa. Detta sovranità è superstatale e non legata al potere temporale. Infatti tra il 1870 ed il 1929 vennero conferiti titoli sempre ed ovunque riconosciuti. Gli Ordini pontifici sono assai più assimilabili agli Ordini di Merito che non alle antiche Religioni Militari.

Ordini magistrali. Essi hanno un unico esempio nel Sovrano Militare Ordine di Malta il quale partecipa di due distinti soggetti giuridici come Ordine religioso e come Ordine Cavalleresco. In esso la sovranità, nella specie di persona di diritto internazionale, è un attributo della Religione in senso tecnico giuridico-canonico. Il Gran Maestro, capo della Religione e capo dell’Ordine, è, in unione con il Sovrano Consiglio, il portatore di detta sovranità. Per tale motivo, agendo fin dall’origine il Gran Maestro come un Principe Sovrano equiparato agli altri sovrani temporali, l’Ordine è detto Magistrale.

Dalla suddetta classificazione appare evidente che alla radice di ciò che si definisce Ordine Cavalleresco esiste sempre ed esclusivamente un potere sovrano: lo jus honorum possiede un carattere trascendente e pertanto non può che emanare da un’autorità sovrana legittima, costituita e riconosciuta. Per tutto quanto attiene al campo degli onori dunque si orbita costantemente nella sfera del diritto pubblico e perciò al di fuori di tale diritto non possono esistere Ordini Cavallereschi.

QUARTA PARTE del testo: Placche e patacche, truffatori e truffati . on line Il 29 Gennaio 2017.

.^.

Si ringrazia per questa disamina Carlo Tibaldeschi del ICOCREGISTER

.^.

NOTE VARIE

La Legge 3 marzo 1951, n. 178 dice: articolo 7 “I cittadini italiani non possono usare nel territorio della Repubblica onorificenze o distinzioni cavalleresche loro conferite in Ordini non nazionali o da Stati esteri, se non sono autorizzati con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro per gli affari esteri.
(1).I contravventori sono puniti con la sanzione amministrativa sino ad € 1.291,14

Articolo 8. Salvo quanto è disposto dall’art. 7, è vietato il conferimento di onorificenze, decorazioni e distinzioni cavalleresche, con qualsiasi forma e denominazione, da parte di enti, associazioni o privati. I trasgressori sono puniti con la reclusione da sei mesi a due anni e con la multa da € 645,57 a € 1.291,14.

(1). Chiunque fa uso, in qualsiasi forma e modalità, di onorificenze, decorazioni o distinzioni di cui al precedente comma, anche se conferite prima dell’entrata in vigore della presente legge, è punito con la sanzione amministrativa da € 129,11 a € 903,80.

.*.