Marocco, sfruttare il sole del deserto per indipendenza energetica

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Il possiede una termica, nel territorio circostante la città di Ouarzazate, nel deserto sabbioso del ed è grande come la capitale, ; l’investimento di tale mega struttura è pari a 9 miliardi di dollari. L’obiettivo è soddisfare il fabbisogno energetico di circa un milione di persone. La centrale è composta da un sistema a concentrazione solare da 160MW, un impianto solare termodinamico a specchi parabolici da 300MW e una serie di collettori parabolici a cilindro da 150MW complessivi.

La struttura ha differenti e il funzionamento generale si basa sullo stoccaggio di radiazioni solari sotto forma di calore che, durante la notte, vengono trasformate in elettricità tramite una turbina a vapore.

Il risultato è assicurato dall’ausilio degli specchi mobili che si orientano autonomamente verso i raggi del sole che illuminano costantemente il deserto marocchino; in estate le temperature raggiungono facilmente i 50 gradi e rendono questo territorio perfetto per questo ambizioso progetto.

Il Marocco, a differenza di altri paesi africani, non è produttore di petrolio, ed è costretto ad importare oltre il 90% dell’energia, dalla Spagna in particolare, e questo progetto rappresenta l’inizio di un cammino che punta a svincolare il Marocco dall’importazione dei .

L’obiettivo è quello di ottenere il 42% di da entro il 2020 con una conseguente diminuzione di circa il 30% delle emissioni di anidride carbonica per il 2030.

Autore: Giulia Rondoni

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