Marketing conversazionale

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Il marketing conversazionale trae origine dal Cluetrain Manifesto pubblicato online nel 1999 da quattro esperti americani della comunicazione: Rick Levine, Christophere Locke, Doc Searis e David Weinberger. Le 95 tesi che lo compongono furono integrate dai contributi derivanti dalla Rete. Venne quindi stampato nel 2001 nel suo assetto definitivo. Il Manifesto decreta la fine del Business tradizionale per l’importanza determinante che viene data alla conversazione fra le parti. Il marketing conversazionale si situa nell’attuale quinta rivoluzione industriale (tecnologie digitali, nuovi materiali, telematica).

Il Web 2.0 sta progressivamente lasciando il posto a una nuova versione di Internet, in cui si muovono player come Twitter, Facebook e FriendFeed.

Le tesi riguardano il marketing, la comunicazione aziendale e l’influenza di Internet su di essi: facendo uso della Rete le persone possono stabilire una conversazione con l’azienda, cambiando le tradizionali modalità del business, tramite le loro proposte e critiche dirette.

I paradigmi culturali e sociali che ne scaturiscono costituiscono i nuovi modi di comunicare, anche tra azienda e consumatore. I mercati diventano conversazioni e hanno un flusso sempre più in real-time.

Per le aziende è fondamentale partecipare, intervenire, confrontarsi, seguendo le nuove strategie del “marketing conversazionale” e investendo del tempo nella costruzione di relazioni ad alto valore aggiunto con le persone interne ed esterne all’azienda.

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