Le Vite Segrete Dei Moderatori Di Facebook

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Il dei moderatori consiste nel visionare uno dopo l’altro pubblicati su – commenti, post, foto, video – che siano stati segnalati per aver potenzialmente violato le linee guida pubbliche.

Facebook appalta questo lavoro ad una società: La Cognizant che ha sede a Phoenix, in Arizona.

In quella società ci lavorano circa 1.000 persone. In totale i moderatori sparsi per il mondo sono 15.000, coprono tutto l’arco della giornata e lavorano da 20 sedi, padroneggiando un totale di 20 lingue.

Appaltare questo lavoro a società esterne riduce di molto i costi: se un dipendente di Facebook guadagna in media 240mila euro all’anno, un moderatore di Cognizant guadagna meno di 30mila dollari.

Per una paga di circa 15 dollari all’ora, 4 in più del minimo salariale in Arizona, i moderatori si occupano di centinaia di contenuti al giorno.

L’ambiente e i ritmi lavorativi dei dipendenti di Cognizant sono molto diversi da quelli di Facebook, un’azienda che ha costruito una parte importante della sua immagine sul proclamato benessere dei suoi dipendenti e sugli spazi di lavoro accattivanti e vivaci.

Gli uffici di Cognizant non sono tetri né angusti, ma le condizioni dei dipendenti sono tutto meno che rilassate: ciascuno ha due pause da 15 minuti al giorno, più una da 30 minuti per il pranzo.

Il problema principale per queste persone (Moderatori di contenuti) sono quindi le cose che altre persone in tutto il mondo decidono di pubblicare su Facebook.

Il mestiere di moderatori comporta infatti passare le giornate a leggere molte cose aggressive, violente, razziste e che incitano all’odio, ma non solo: i racconti si soffermano soprattutto sulle foto e i video violenti, quelli complottisti, quelli offensivi, razzisti o contenenti pornografia. Questa esposizione quotidiana ha spesso delle brutte conseguenze.

Collettivamente, i dipendenti descrivano un posto di lavoro che barcolla perennemente sull’orlo del caos.

È un ambiente in cui i affrontano raccontando barzellette oscure sul suicidio, quindi fumano erba durante le pause per intorpidire le proprie emozioni.

È un posto dove i dipendenti possono essere licenziati per aver commesso solo pochi errori alla settimana – e quelli che rimangono vivono nel timore degli ex colleghi che tornano in cerca di vendetta.

È un luogo in cui, in netto contrasto con i vantaggi generati dai dipendenti di Facebook, i leader del team gestiscono i moderatori dei contenuti di micro-gestione in ogni pausa bagno e preghiera; dove i dipendenti, alla disperata ricerca di una scarica di dopamina in mezzo alla miseria, sono stati trovati a fare sesso all’interno delle trombe delle scale e in una stanza riservata alle madri che allattano; dove le persone sviluppano grave ansia mentre sono ancora in allenamento e continuano a lottare con i sintomi del trauma molto tempo dopo la loro partenza; e dove la che Cognizant offre loro termina nel momento in cui hanno smesso – o sono semplicemente lasciati andare.

Facebook, intanto, continua a passarsela bene: nell’ultimo trimestre ha dichiarato 6,9 miliardi di dollari di profitti, il 61 per cento in più dell’anno precedente, su 16,9 miliardi di ricavi totali.

Fonti : The Verge, WiredGuardianMotherboard