Le Vitamine, cosa sono, dove si trovano, come si perdono

Tempo di lettura: 2 minuti

Le sono sostanze molto eterogenee tra di loro. In genere assistono gli enzimi nel sintetizzare o catabolizzare determinate sostanze. Le sono essenziali per l’essere umano: la vitamina C, ad es. non è una vitamina essenziale per le mucche, perché (come per la maggior parte di piante e animali) è sintetizzata nel loro organismo e quindi per loro non è essenziale. Il fabbisogno umano delle singole varia tra milligrammi e microgrammi.

Nell’alimentazione umana, la ripartizione delle vitamine è molto eterogenea. L’uovo le contiene tutte ad eccezione della vitamina C. Gli alimenti vegetali sono carenti di vitamina A (in parte sostituita dalla provitamina beta-carotene), vitamina D, B3 e B12.

In contrasto con l’opinione pubblica, pesce, carne e prodotti animali (uova, latte, formaggio, burro, etc.) contengono più vitamine che non frutta e verdura, le quali contengono in dosi rilevanti vitamina C, acido folico e biotina.

Le vitamine sono essenziali per la normale crescita e per lo sviluppo di un organismo multicellulare. Utilizzando il modello genetico ereditato dai suoi genitori, un feto inizia a svilupparsi, dal momento del concepimento, grazie alle sostanze nutritive che assorbe. È pertanto necessario che alcune vitamine e minerali siano presenti in determinati momenti. Questi nutrienti facilitano le reazioni chimiche che formano, tra l’altro, la pelle, le ossa e i muscoli. Se vi fosse una grave carenza di uno o più di questi nutrienti, un bambino potrebbe incorrere in una malattia; anche carenze minori possono causare gravi danni permanenti.

Per la maggior parte, le vitamine sono ottenute attraverso l’alimentazione, ma alcune grazie ad altri mezzi. Ad esempio, i microrganismi nell’intestino, comunemente noto come “flora intestinale”, sono in grado di produrre la vitamina K e la biotina, mentre una forma di vitamina D è sintetizzata nella pelle con l’aiuto della luce solare naturale alla lunghezza d’onda ultravioletta. Gli esseri umani possono produrre alcune vitamine da precursori che assimilano. Esempi includono la vitamina A, prodotta dal beta-carotene, e la niacina, prodotta dal triptofano.

L’assorbimento delle vitamine è sensibile a fattori ambientali quali il calore, presenza di aria e luce, pH acido/base, e quindi può variare con la modalità di conservazione del cibo, di cottura e con le associazioni di alimenti all’interno dello stesso pasto.

Vitamina A: sensibile al calore, alla luce, all’aria e all’acidità.
Vitamina B12: sensibile alla luce.
Vitamina C: sensibile al calore (si degrada subito a una temperatura di 40° e dopo due giorni a temperatura ambiente), alla luce, all’aria e all’alcalinità.
Vitamina D: sensibile all’aria e all’acidità.
Vitamina E: sensibile al calore, alla luce e all’aria.
Vitamina K: sensibile alla luce e all’alcalinità.
Vitamina B1: sensibile al calore, all’aria e alcalinità.
Vitamina B2: sensibile al calore, alla luce e all’alcalinità.
Vitamina B3 o PP: resistente in tutte le condizioni.
Vitamina B5: sensibile al calore.
Vitamina B6: sensibile alla luce.
Vitamina B9: sensibile al calore, alla luce, all’aria e all’acidità.

Il caffè riduce l’assorbimento delle vitamine in generale.

Fonte