Dov’e’ l’Australia? Meno a sud di dove si pensava

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L’ deve correggere la sua posizione sulla carta geografica del mondo: la placca australiana si sposta di 7 centimetri ogni anno. Essa avanza vero il nord e gira leggermente su se stessa. Questo non si vede, sicuramente, ad occhio nudo. Ma rappresenta una differenza per i sistemi di localizzazione via satellite, tra cui il GPS (Global Positioning Sysem). L’ quindi dovra’ aggiustare la propria latitudine e longitudine per corrispondere alle coordinate GPS.

Non e’ la prima volta che l’Australia si riposiziona sulla carta geografica del mondo. Il suo riaggiustamento previsto per gennaio 2017 sara’ il quinto in cinquanta anni. L’ultima correzione e’ datata 1994, l’Australia era allora risalita di circa 200 metri. Questo fenomeno si chiamava “GDA1994” (Geocentric Datum of Australia).

Nel 2017, il “GDA2017” entrera’ in vigore almeno fin al 2022. La posizione dell’isola sara’ corretta di circa 1,80 metri. Secondo l’Anzlic Coomittee on Surveying and mapping (ICSM), l’isola si e’ spostata di circa 1,50 metri dal 1994, ma dovrebbe raggiungere 1,80 metri nel 2020. Gli australiani hanno scelto di fare le cose un po’ in anticipo.

L’importanza della precisione
Sembra un distanza molto lieve per perturbare la geolocalizzazione. La tecnologia GPS attualmente disponibile a livello di massa e’ sempre in una forchetta tra 4,5 e 6 metri in rapporto alla posizione reale. Ma questo non sara’ il caso per la prossima generazione di GPS che, secondo Dan Jaska, un esperto dell’agenzia governativa Geoscience Australia, interpellato dal The New York Times, dara’ la posizione esatta in una forchetta di 2,5 centimetri.

Ci sara’ dunque uno spostamento tra la cartografia disponibile (per esempio su una applicazione geolodecalizzazione) e la posizione reale delle cose. Il gioco di una geolocalizzazione precisa e’ importante in diversi ambiti, essenzialmente i trasporti connessi. Nell’ovest dell’Australia, la compagnia mineraria Rio Tinto da’ gia’ le coordinate agli uffici situati a Perth per i camion di minerali a 1.500 Km da la’. Si vede bene che potrebbe anche esserci il problema per le vetture senza autista: “Un metro e cinquanta piu’ in la’, e siete gia’ potenzialmente dal lato sbagliato della strada”, dice Dan Jaksa.

(articolo pubblicato sul quotidiano Le Monde del 23/09/2016)