La tassa Covid europea in quattro modalità

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La tassa è proposta, per l’Italia da Giovanna Vertova, Ricercatrice in politica dell’Università di Bergamo; Franco Turigliatto, ex senatore della Repubblica; Checchino Antonini, giornalista e direttore dell’Anticapitalista; Cristina Quintavalla, comitato per l’abolizione del debito illegittimo CADTM Italy; Eliana Como, direttivo CGIL; Antonio Moscato, storico; Eleonora Forenza ex parlamentare europea; Marco Bersani, Attac Italia.

Su cosa verte questa ‘imposta’ ?

1) Le imprese che oltrepassino i 5 milioni di euro ottenuti in tutti gli Stati membri, si vedrà tassata del 3% sui profitti netti ottenuti. – calcolati dopo la detrazione della somma delle entrate complessive percepite, tanto quelle legate al fatturato che le altre e di tutte le spese legate all’ottenimento delle entrate complessive – e prima dell’applicazione delle imposte nazionali corrispondenti all’esercizio fiscale 2019, realizzati in ciascuno dei dalle società, consorzi o corporazioni, anche se la sede fiscale della loro società madre sia ubicata in questo o quello Stato membro o in un Paese terzo.

2) Il delle persone fisiche, sia in forma giuridica che della proprietà, avranno un prelevamento del 3% del valore mercantile del , stimato al 31 dicembre 2019, di tutti i beni immobili, di qualsiasi natura essi siano, per un ammontare uguale o superiore ad un milione di euro.

Quanto sopra ha come obiettivo la redistribuzione delle ricchezze, e, dunque chi possiede fortune in denaro e altro, verrà tassato nell’interesse della collettività.

La crisi del richiede una risposta coordinata a , ma quanto sopra è una tassa che sarà soltanto per i ricchi o per tutti, poveri compresi? Ai posteri l’ardua sentenza.