La storia della Dieta Mediterranea: I cereali , Frutta Verdura, ed altro

Già 10.000 anni fa il frumento rappresentava un fondamentale delle tribù di cacciatori-raccoglitori in Medioriente. Date le potenzialità di questa pianta, ai primi esperimenti con la coltivazione di essa seguì naturalmente la creazione di villaggi stanziali e l’inizio dell’. Oggi il frumento è uno dei cereali più usati nell’ moderna.

Il invece fu scoperto dalle spedizioni di Colombo nel Nuovo Mondo iniziate nel 1492, e si diffuse rapidamente un tutto il mondo. Il , grazie alla alta delle piante e all’importante apporto di , è diventando una delle coltivazioni più importanti in diverse regioni, e una delle fonti primarie di energia per le popolazioni più povere. Oggi i derivati di frumento e mais come pane e pasta sono parte integrante della .


Il pomodoro e la patata ricoprono un ruolo particolare nella Dieta Mediterranea. Varietà primitive di patata vengono coltivata già 5.000 anni fa da popolazioni delle Ande, catena montuosa del Sud America, che ne migliorano il gusto ed eliminano la tossicità. La patata viene poi introdotta in Europa verso la metà del 1500. Il pomodoro è anch’esso originario delle Ande e giunge in Europa all’inizio del sedicesimo secolo dopo le spedizioni di Colombo.
Tra i frutti più caratteristici della Dieta Mediterranea vi sono il e l’arancio. Il , originario dell’India, era già presente in Italia nel II secolo dopo Cristo, ma la coltivazione su larga scala venne diffusa dagli Arabi nel bacino del Mediterraneo tra il 1100 e il 1200. L’arancio invece ha origine in Cina, Indocina e Sud Est asiatico, ma si diffuse nel bacino del Mediterraneo già in tempi remoti, per poi venire introdotto in America da Cristoforo Colombo.

La mandorla, altro elemento cardine della Dieta Mediterranea, proviene dall’Asia Minore, e da lì si diffonde in tutto il Mediterraneo già in tempi antichi, essendo naturale compagni dell’olivo nelle coltivazioni. Mandorle e noci erano parte dell’alimentazione di egiziani, greci e romani, ed è l’imperatore franco Carlo Magno che contribuisce alla diffusione delle mandorle in tutta Europa, promuovendone le qualità nutrizionali, stimolanti e curative.

Il Vino
Il potere curativo del vino era già stimato da Ippocrate nel IV secolo avanti Cristo, e dai Romani. Il vino veniva indicato come bevanda nutriente, antipiretica, purgante e diuretica oltre che come unguento per curare le ferite. Mentre nella modernità sono stati riconosciuti gli effetti nocivi del vino, già nel 1987 un articolo scientifico pubblicato da Richard documenta il “paradosso Francese”, vale a dire la correlazione negativa tra mortalità legata alla coronaropatia e alto consumo di che si verifica in Francia.