LA SALVAGUARDIA DELLA SICUREZZA DEL MEDITERRANEO E LA PROROGA DEL MANDATO DI OPERAZIONE SOPHIA

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Dal suo inizio nel 2015 ad oggi, Sophia, la missione dell’ nel Mar centrale finalizzata a salvare vite in mare e combattere il di esseri umani, ha riscontrato alcune difficoltà di stampo sia operativo che politico. Ciononostante, lo scorso 12 settembre, il Comitato Politico e di dell’UE ha prorogato per ulteriori sei mesi il mandato della missione, che era oramai giunto quasi al termine.

Al fine di comprendere l’importanza di tale decisione e i problemi riscontrati dall’operazione, soprattutto negli ultimi mesi, è utile ricostruire gli episodi principali che ne hanno caratterizzato la nascita e i suoi sviluppi successivi.

La crisi sulla gestione del flusso migratorio che dal 2013 interessa ed Africa continua ad essere al centro del dibattito politico continentale ed è causa di costante polarizzazione nell’opinione pubblica. Gli Stati che si affacciano sul Mediterraneo, compresa l’Italia, devono affrontare la complessa fase iniziale dell’ legata alla tutela delle vite in mare e all’ nei porti.

In questo senso, la dicotomia tra Paesi di prima accoglienza e Paesi di successiva distribuzione dei ha alimentato, nel corso degli ultimi anni, frequenti attriti tra governi, soprattutto in un contesto storico caratterizzato dalla crescita di partiti populisti che hanno fatto di una politica migratoria restrittiva il fulcro dei propri programmi elettorali.

Sin dal 2013, sia l’Italia che l’Unione Europea hanno lanciato numerose iniziative per provare a gestire il flusso migratorio, contrastare il traffico di esseri umani e, quindi, garantire non solo sicurezza ai migranti, ma anche la cattura dei criminali.

Fonte
Cesi Italia