La regola della semplificazione nella propria vita quotidiana

Adolescenti Buddisti

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Questo articolo lo scrivo grazie ad un caro amico, prendendo spunto da quanto diceva Bruno Munari [1], ovvero: Complicare è facile, semplificare è difficile. Per complicare basta aggiungere, tutto quello che si vuole: colori, forme, azioni, decorazioni.

Tutti sono capaci di complicare. Pochi sono capaci di semplificare.

Per semplificare bisogna togliere, come fa lo scultore quando a colpi di scalpello toglie dal masso di pietra tutto quel materiale che c’è in più.

Teoricamente ogni masso di pietra può avere al suo interno una scultura bellissima.

Come si fa a dove ci si deve fermare nel togliere, senza rovinare la scultura?

Togliere invece che aggiungere vuol dire l’ delle cose e comunicarle nella loro essenzialità.

Questo processo porta fuori dal tempo e dalle mode…

La semplificazione è il segno dell’.

Un antico detto cinese dice: “Quello che non si può dire in poche parole non si può dirlo neanche con molte.

Di fronte a un problema la maggior parte di noi usa il cervello per cercare di immaginare una strategia per risolverlo.

Il fatto è che i problemi con cui abbiamo a che fare hanno una causa connessa alla nostra vita. Molte volte derivano proprio da quella parte di noi in cui usiamo il nostro cervello per elaborare una strategia per risolverli.

Il nostro cervello non può che attingere, al massimo, all’ottavo livello della nostra coscienza, dove si trova il karma, dove sono stipate, per l’appunto, tutte le nostre cause.

Pensiamo ai nove livelli della coscienza.

I primi cinque sono i nostri sensi: vista, udito, odorato, gusto e tatto.

Il sesto livello è la cosciente.

Il settimo è la mente incosciente.

L’ottavo livello è il karma, il luogo dove sono accumulate tutte le cause che abbiamo messo durante le nostre esistenze.

Sotto a questo, il nono livello della coscienza, corrisponde alla pura, immutabile realtà della nostra vita.

Diventare padroni della nostra mente, invece che lasciare che avvenga il contrario, è lo scopo della nostra vita.

Dobbiamo comprendere che tutto quello che sta fuori dalla nostra pelle non è in alcun modo separato da noi, anche se così appare.

Tutto quello che succede ha un nesso causale con la nostra vita, sia dal punto di vista negativo che positivo.

Dobbiamo capire in che senso noi creiamo continuamente la nostra vita con i nostri pensieri, le nostre parole e i nostri comportamenti.

Molto spesso l’assenza di risultati nell’ambiente è lo specchio del fatto che in fondo a noi stessi non crediamo davvero di poter realizzare il nostro obbiettivo.

La parola responsabilità deriva dall’unione di due parole: risposta e abilità.

Namasté – – Federico Mattaliano

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Nota
[1] Bruno Munari (Milano, 24 ottobre 1907 – Milano, 29 settembre 1998) è stato un artista, designer e scrittore italiano. È stato “uno dei massimi protagonisti dell’arte, del design e della grafica del XX secolo”, dando contributi fondamentali in diversi campi dell’ visiva (pittura, scultura, cinematografia, disegno industriale, grafica) e non visiva (scrittura, poesia, didattica) con una ricerca poliedrica sul tema del , della luce e dello sviluppo della e della fantasia nell’infanzia attraverso il gioco.. Bruno Munari è figura leonardesca tra le più importanti del novecento italiano.