La povertà: Il risultato dei processi di esclusione umana

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La povertà è “culturale” in quanto è parte dei processi che operano nell’immaginario collettivo concreto, evolutivo delle persone, dei gruppi sociali e dei popoli. Nel passato la legge italiana stabiliva che solo le persone aventi un reddito superiore ad una certa somma, potevano votare ed essere eletti a “governare il paese”. Questo si chiama “furto” della vita altrui, un atto criminale che va denunciato e perseguito.

Quando in una regione si permette di far lavorare alcune imprese piuttosto che altre, quando in una nazione si mettono dei paletti per raggiungere un obiettivo, in questi casi come altri, sono atti criminali di discriminazione.

L’uguaglianza fu alla base della Rivoluzione Francese e della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, più di duecento anni fa, e della Rivoluzione Bolscevica contro lo zarismo cent’anni fa.

L’uguaglianza ha ispirato le lotte per il diritto alla vita negli ultimi cinquant’anni in America Latina, in Africa.

La forma più avanzata di furto della vita, alla nostra epoca, è stata legalizzata nel 1980, allorché la Corte Suprema degli Stati Uniti ha autorizzato la brevettabilità del vivente a scopo di lucro, seguita nel 1998 dall’Unione Europea.

La brevettabilità del vivente significa che è possibile per una persona o un’impresa diventare proprietario esclusivo di un microbo, di una molecola, di una specie vegetale, animale e persino di un gene umano per un periodo di 18 a 25 anni (rinnovabile) e farne l’uso che vuole, in nome della conoscenza e della potenza tecnologica.

La brevettabilità è un atto criminale che si traduce in una mercificazione del vivente, secondo processi di appropriazione fondati sulla rivalità e l’esclusione.

Oggi la conoscenza, la tecnologia, i desideri, le cupidigie, la violenza, il potere, la negazione dei diritti, sono il risultato dello sgretolamento delle comunità umane e dell’asservimento dell’umanità.

L’arricchimento dei supermiliardari, rispetto ai 3,6 miliardi di persone appartenenti alla metà più povera della popolazione mondiale, viene legittimato dalle politiche dei dominanti ed induce quest’ultimi a esaltare coloro che di filantropia non sanno neanche cos’è verso l’umanità.

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