La memoria può essere ingannata? scripta et bit manent

science, chemistry, biology and people concept - close up of scientist hand with microscope and green leaf making research in laboratory over hydrogen chemical formula and dna molecule structure

Tempo di lettura: 2 minuti

L’epidemia influenzale che ha colpito gli Usa nella stagione invernale 2017 – 2018 che dai dati forniti dal Cdc, ovvero del Centers for disease control and Prevention, provocò 45 milioni di infezioni segnalate, 21 milioni di visite mediche e 810 mila ricoveri.

Nel settembre del 2018 venne annunciato e riferito dagli organi di informazione, che si erano avuti 80 mila morti per motivi associati all’epidemia.

Bene, in quell’anno il numero di casi di , nei soli Stati Uniti, fu di circa 18 volte superiore all’attuale numero di nuovi casi di in tutto il mondo (2,5 milioni finora e in rapida diminuzione).

Il numero di pazienti americani ospedalizzati fu di oltre 4 volte superiore a quelli di oggi con sintomi attribuibili al coronavirus (200.000 ad oggi).

Il rapporto mortalità / ricovero in ospedale quell’anno è stato di circa 0,1 circa, lo stesso rapporto che si ha con il Covid, praticamente dovunque.

E se tutto ciò non bastasse, il numero di americane nel 2017-18 è stato più di tre volte superiore ai decessi attualmente associati a e quasi tutti con complicanze che includevano la polmonite.

Perché gli Usa non si sono bloccati di fronte all’influenza 2017-18 come ora?

Perché il CDC non ha reagito a quella epidemia che è stata almeno tre volte più letale dell’attuale?

Perché nonostante la gravità dell’epidemia del 2017 e l’enorme numero di ricoveri, l’Organizzazione mondiale della sanità non ha visto la necessità di allertare il mondo o chiudere il pianeta come quest’anno?

Anzi l’Oms non si è nemmeno preoccupata di etichettare la come un’epidemia o una .

Era solo una normale “influenza”.

Per inciso anche in quella stagione fu terribile con quasi dieci milioni di contagiati e un eccesso di morti tra i 15 e i 20 mila, rispetto alla media, come ci informò il quotidiano La Repubblica del 19 marzo 2018: “L’anno nero dell’influenza: morti ventimila anziani in più”, ma in un articolo delle pagine interne, che pochissimi ovviamente lessero.

A quel tempo, sia In Usa che Italia, quella non era una notizia degna di rilievo?

Fonte : ilsimplicissimus2.com