La matematica delle epidemie? Vero, falso, idiozia? (2)

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Prendendo spunto da quanto ha scritto un utente in un (evitiamo nel indicare il nome), in risposta ad una collega giornalista, alla quale gli ha detto di non scrivere idiozie, pubblichiamo quanto segue.

Dunque partiamo dal fatto che, i sono, in assoluto, la più abbondante entità biologica presente sulla Terra e il repertorio di geni virali è di gran lunga superiore a quello dei geni cellulari (Moelling K, Broecker F. Frontiers in Microbiology 2019; 10(523): 1-13) (Bandea CI. Nature Precedings · October 2009 DOI: 10.1038/npre.2009.3886.1).

Largo consenso esiste, attualmente, sull’idea che i virus abbiano concorso alla formazione della prima forma di vita cellulare e che lo stesso nucleo delle cellule eucariotiche derivi dall’infezione con un virus provvisto del suo rivestimento proteico (Kajàn LG et al. Journal of Molecular Evolution (2020) 88:41–56).

L’ è un contenitore di microbi di ogni genere e tipo: virus, batteri, funghi, protozoi e archea, ammontano ad un totale di 1014, ovvero dieci milioni di miliardi (Thursby E, Juge N. Biochemical Journal (2017) 474 1823–1836) (Butler MI et al. Annu. Rev. Clin. Psychol. 2019. 15:371–98) (Chen CC et al. Kaohsiung J Med Sci. 2019; 35:73–82).

Tutto questo premesso, l’attuale “virusfobia” non sembra trovare altra giustificazione, se non nell’ignoranza, di alcuni dei principi basilari della virologia e dell’immunologia. (Fonte)

Riportiamo alcune frasi riferite dal Guyton’s Medical Textbook, ricordando che Arthur Clifton Guyton era un fisiologo americano, ben noto per il suo libro di testo di Fisiologia medica, che divenne rapidamente il testo standard sull’argomento nelle scuole di .

Secondo Guyton, i virus non hanno sistema riproduttivo, capacità di locomozione, e non possono essere riprodotti in vitro come entità viventi. Per questo motivo non si può affermare che essi “invadano” l’ospite. Le malattie non sono infezioni; sono piuttosto processi di purificazione del e non sono provocate da batteri o da “virus”.

D’altronde, dice sempre Guyton, gli esseri umani sono sempre “infetti” di “virus” e batteri, poiché essi sono presenti nel nostro corpo in qualsiasi momento. Pertanto, il vero responsabile è lo stile di vita biologicamente scorretto dell’ammalato.

Ed infine, sottolinea Guyton, quando le debilitanti vengono abbandonate, non vi sarà ulteriore accumulo di scorie tossiche e il corpo non avrà più bisogno di mettere in moto i processi di guarigione/malattia. La buona ne sarà il naturale risultato.

Continuando con le idiozie, sul fatto che le persone sono state educate a credere implicitamente nell’idea del contagio: e cioè che specifiche entità patogene, aggressive e maligne, siano in grado di passare da un ospite all’altro, possiamo dire che il “Contagio”, nella definizione medica, è la trasmissione della malattia per contatto.

Una può essere comunicata per contatto da una persona che ne è affetta o attraverso un oggetto che essa ha toccato. Il dizionario a questo proposito parla di “virus o altri agenti infettivi” o di “qualcosa che funga da tramite per la trasmissione della malattia con mezzi diretti o indiretti”.

I batteri o i germi di questi individui vengono stimolati ad agire da quegli elementi devitalizzati su cui i batteri prosperano.

Quando vengono trasferiti alle membrane mucose o ai tessuti di un’altra persona egualmente tossiemica, è possibile che i batteri inizino immediatamente ad agire come fanno nell’organismo portatore, se vi è una quantità adeguata di prodotti della decomposizione su cui le colonie batteriche possano impiantarsi e prosperare.

Quindi l’esistenza di un inquinato è prerequisito affinché tale azione batterica possa verificarsi.

FINE SECONDA PARTE