La Great Barrington Declaration

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La Great Barrington Declaration è un documento redatto in USA e firmato il 4 ottobre 2020, da Martin Kulldorff, professore di Medicina all’Università di Harvard, da Jay Bhattacharya, professore della Scuola di Medicina all’Università di Stanford, da Sunetra Gupta, professore di epidemiologia all’Università di Oxford e da altri 34 co-firmatari.

Essa si prefigge di divulgare informazioni corrette ed oneste sulla pandemia, dimostrando con una raccolta di firme in che misura queste siano condivise da esperti e gente comune. Firme che nel momento in cui scrivo (13 febbraio 2021) hanno già abbondantemente superato quota 50.000 per quanto riguarda la categoria comprendente e scienziati, mentre per i comuni cittadini ad oggi siamo a circa 750.000.

Riassumendo al massimo, i dissenzienti ci ammoniscono su questi principali punti:

La conta dei morti per covid è in tutto il mondo grossolanamente esagerata per una serie di motivi facilmente dimostrabili. Basterebbe solo far notare il paradosso del sensibile calo di morti nel 2020 a causa delle varie malattie degenerative rispetto agli anni passati, registrato in tutti i paesi assieme al quasi azzeramento dei casi di influenza e simil-influenza stagionali, parallelamente all’incremento di morti per covid 19, ormai considerato il nuovo flagello dell’umanità al pari della peste bubbonica:

lo capisce anche un bambino che il trucco sta nel far confluire le morti per altre malattie nel computo di quelle attribuite al nuovo SARS-CoV-2 prendendo a pretesto la positività al tampone riscontrata nei deceduti;

La reazione polimerasica a catena (PCR), la tecnica alla base dell’uso diagnostico dei tamponi, non è stata inventata per tale scopo, come dice chiaramente lo stesso inventore, il Premio Nobel Kary Mullis, che dunque la sconsiglia per fare diagnosi. Pertanto i risultati dei test normalmente effettuati sono del tutto privi di significato clinico. Ormai sono davvero tante le conferme, comprese quella dell’OMS e della Corte d’Appello Portoghese;

L’evidenza a supporto della convinzione che lockdown, distanziamento sociale e uso di mascherine siano un deterrente alla diffusione del virus è molto sovrastimata e inaccurata. Per quanto riguarda in particolare le mascherine, sono invece davvero innumerevoli gli studi che ne mettono in evidenza l’inutilità e la pericolosità;
Mascherine, distanziamento, ingressi scaglionati e …

L’enfasi ansiogena con cui i media ci aggiornano con ossessiva puntualità su presunti “nuovi casi positivi”, finisce col generare confusione e panico tra la popolazione, indotta così ad attribuire erroneamente a tale condizione valenza di malattia o contagiosità;

Le ufficiali sulla presunta inefficacia e dannosità di farmaci di sperimentata efficacia e poco costosi come idrossiclorochina, colchicina e invermectina sono infondate. Piuttosto, se usate saggiamente nei primi stadi dell’infezione, queste droghe si rivelano efficaci e sicure. Come dimostrano 210 studi sull’efficacia dell’idrossiclorochina in casi covid 19, di cui 145 peer reviewed (a revisione paritaria), solo 26 hanno rivelato inefficacia e qualche rischio;

Mentre farmaci naturali validi ed economici vengono ignorati e screditati, per non parlare di , vitamine e stile di vita, cioè dei presìdi primari contro ogni genere di agente patogeno; ci viene detto che le uniche armi a disposizione, prima dell’arrivo di qualche eventuale nuovo farmaco miracoloso, sono, oltre alle solite banali misure profilattiche, i discutibilissimi vaccini.

E a proposito di vaccini non potrei a questo punto esimermi dal menzionare l’ultima iniziativa di un gruppo di medici firmatari della suddetta “Great Barrington Declaration”, i quali hanno deciso di registrare un video intitolato: “Qui abbiamo le opinioni di esperti medici e non solo sul coronateatro“, in cui fanno appello a rifiutare il vaccini anti-covid.

Si tratta di 33 medici di vari paesi del mondo, che in poco meno di mezz’ora spiegano sommariamente le ragioni della loro contrarietà.

Non posso fare a meno a questo punto di far notare il vuoto di logica di chi scredita (spesso senza tuttavia portare prove) questi personaggi coraggiosi e controcorrente. Che interesse avrebbe un medico, magari anche affermato e stimato, a rischiare la gogna mediatica nella migliore delle ipotesi o la radiazione nella peggiore?

Solo chi è onesto e più che sicuro delle sue idee può avere il coraggio di esporsi. E chissà quanti altri medici “eretici” verrebbero allo scoperto, se non si fosse instaurato questo clima di caccia alle streghe, di Santa Inquisizione…

Lo stesso vuoto di logica è inoltre evidente in chi difende i vaccini incondizionatamente: se questi sono così efficaci e sicuri come ci viene detto, come mai c’è così tanta resistenza? Se così fosse, tutti avrebbero da guadagnarci senza nulla perdere: chi non vorrebbe essere protetto dalle più terribili malattie con una semplice, banale iniezione? Tanto più che coi vaccini polivalenti ci si può immunizzare in un solo colpo contro più malattie, dunque, teoricamente, una pacchia!

Intanto, nonostante la censura sempre più stringente e ubiquitaria, trapelano diffondendosi a macchia d’olio notizie a dir poco inquietanti sui primi danni di questo vaccini sperimentali. Oramai sono all’ordine del giorno: riporto qui per semplificare una seria di informazione fresca fresca, essendo aggiornata al 12 febbraio 2021 (The Defender, la newsletter di Robert Kennedy jr.), che parla di ben 653 morti e di 12.044 casi di reazioni avverse anche gravi in tutto il mondo per il anti-covid (e questo dopo sole poche settimane dall’inizio della campagna!).

E ai soliti “covidioti” che con una faccia tosta grande quanto una cattedrale, bollano frettolosamente come falsi questi dati o ne negano la correlazione col vaccino, faccio notare che si tratta di dati pubblici riportati dal VAERS (Vaccine Adverse Events Reporting System), un programma di sorveglianza governativo USA gestito dal CDC e dal FDA. Se questa non è una fonte ne conoscete qualcun’altra?

Fonte