La genesi storico-culturale del concetto di futuwwa

Holy koran

La genesi storico-culturale del concetto di futuwwa origina certamente dalla nozione di muruwwa.[1] Un concetto che è stato approfondito da uno dei maggiori studiosi dell’Islam, ovvero Ignaz Goldziher. Nel suo Muslim Studies[2] questo autore individua nel termine “virtù” il migliore significato attribuibile alla parola muruwwa. Una traduzione, come si vede, che possiede implicitamente delle origine latine (“virtus”).

Con [il termine di] muruwwa la lingua araba intende tutte quelle virtù che, fondate nella tradizione della sua gente, costituiscono la reputazione di un individuo o della tribù cui egli appartiene; l’osservanza di questi doveri è connessa con la parentela, i rapporti di protezione e ospitalità, e l’osservanza della grande legge della vendetta di sangue.

Il contesto è quello della Jâhiliyya, il periodo pre-islamico caratterizzato da una religione clanica e sostanzialmente politeistica.

Uno spazio di tempo che viene, però, ereditato e trasformato dalla novità muhammadiana, ma che nonostante questo sopravvive nel nuovo “contenitore”, come del resto comprova chel’idea che i nobili principi della muruwwa degli Arabi debbano rimanere validi e che anche nell’Islam debbano ricevere per così dire la sanzione dell’etica religiosa, viene espressa dall’Islam in questo principio: lâ dîn illâ bi-muruwwa, non c’è religione (dîn) senza le virtù della vecchia cavalleria araba (muruwwa).

Una “vecchia cavalleria” che è legata a doppio filo con il concetto di rajûliyya siccome Muruwwa descrive la somma delle qualità fisiche dell’uomo (mar’) attraverso un processo di spiritualizzazione e astrazione delle sue qualità morali.

In verità, nelle definizioni e dichiarazioni già menzionate, noi possiamo distinguere una congiunzione di due elementi contrari: un [elemento] concreto (ricchezza e gestione della proprietà), l’altro astratto e predominante.

Nell’ultimo caso, la muruwwa sarà identica alle buone maniere, nel precedente, ciò considererà la condizione materiale di vita […] la muruwwa è stata sviluppata [attraverso un apporto ex novo che la ha integrata e raddrizzata] ulteriormente nel Sufismo. Essa era considerata come una delle «branche»della futuwwa.

Dalla relazione di Alberto De Luca – Abstract di alcune parti dagli Atti del Convegno: La guerra, i Templari e gli “altri” cavalieri.