La economia chiusa – Shut-In Economy al tempo del Cov-19 e oltre

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Nel 1998, i ricercatori di Carnegie Mellon hanno avvertito che potrebbe trasformarci in eremiti. Hanno pubblicato uno studio per monitorare il sociale di 169 persone che effettuano le loro prime incursioni online.

I del web hanno iniziato a parlare di meno con la famiglia e gli amici e sono diventati più isolati e depressi. “Siamo rimasti sorpresi nello scoprire che quella che è una sociale ha conseguenze antisociali”, ha detto uno dei ricercatori all’epoca. “E queste sono le stesse persone che, quando viene chiesto, descrivono Internet come una cosa positiva.”

Siamo ora profondamente coinvolti nel caos della crescita dell’economia on demand, con investimenti in app, piattaforme e servizi in aumento esponenziale.

Molti servizi con il e dopo la pandemia verranno promozionate per restare a casa.

D’altronde la consegna a domicilio sarà importante per tutelare la salute della comunità o della società.

La natura del servizio di consegna a domicilio di oggi è molto più ampia nella sua portata ed in saà migliorata ed ampliata con i droni.

I fattorini nell’odierna economia chiusa (a differenza del lattaio dei tempi passati) sono spesso invisibili, come “Alfred” che lascia la spesa e mette la biancheria pulita nei suoi cassetti.

Le attuali app di servizi si occupano di tutti i compiti che tradizionalmente dovevamo svolgere – la cucina, la pulizia, il bucato e la spolverata – ma raramente c’è un volto umano che possiamo collegare al lavoro.

Prossimamente il mondo non sarà più come un tempo, verrà controllato da grandi forze impersonali … mentre l’aspettativa normativa diventa un lavoro cubicolo, in cui la catena di può essere abbastanza dispersa e opaca.

Man mano che la vita domestica diventa scrivania, le basi materiali della vita moderna diventeranno sempre più oscurate e le occasioni di abile azione verranno rimosse in siti oltremare, dove le cose sono già fatte.

Vale la pena considerare anche i dilemmi filosofici che questa nuova realtà ci presenta.

Le nostre vite – rivolgendoci a computer, televisori e app per il pane e il burro della vocazione, della ricreazione e delle faccende domestiche – avrà purtroppo ripercussioni dannose per la nostra e fisica. Perderemo le virtù associate al conflitto, al e all’imperfezione: i tratti di pazienza, perseveranza, saranno un ricordo lontano.

Il pericolo in questo, ovviamente, esiste nel fatto che se i nostri spazi domestici sono sempre più dedicati al telelavoro, ci troveremo sempre più ad allontanarci dal mondo fisico e esistere solo nelle piacevoli ma tiepide acque della .

Nel futuro, forse, le abilità intrinseche in ogni essere umano, mediante il virtuale, faciliteranno una chiusura intellettuale ed emotiva.

Quindi come possiamo vivere in questo nuovo mondo?

Probabilmente troveremo compromessi che ci permetteranno di mantenere una certa parvenza di vita sociale.

La capacità di socializzare sarà ripristinata ma se ci sarà sicurezza, sviluppando modi più sofisticati per identificare chi sia a rischio di malattia e chi è immune anche con metodi ‘militari’.

Queste prime avvisaglie di ‘controllo’ della popolazione sta già avvenendo nel resto del mondo, ad esempio Israele utilizzerà i dati di localizzazione dei cellulari, con cui i suoi servizi segreti rintracciano i terroristi, per sapere dove le persone vanno e con chi.

Si può immaginare un mondo in cui, per salire su un volo, forse si dovrà essere iscritti a un servizio che tracci i vostri spostamenti attraverso il vostro telefono.

Nel futuro i locali chiederanno una prova di immunità, una sorta di verifica digitale tramite il vostro telefono, che dimostri che siete già guariti o vaccinati contro gli ultimi ceppi del virus esistente.

La sorveglianza invasiva sarà considerata un prezzo da pagare per la libertà fondamentale di ‘vivere’ apparentemente come un tempo, in una sorta di Eldorado.

Un ‘Paradiso terrestre’ per pochi, perché in tutto ciò i più poveri ed i deboli, già da adesso lo si nota, sono a rischio di estinzione totale. Questo vuol dire che queste persone avranno sempre meno accesso all’assistenza sanitaria ed escluse dai luoghi e dalle opportunità aperte a coloro che faranno parte dell’elite degli ‘Immuni’.

Gli immigrati, i rifugiati, i clandestini, gli ex detenuti, e tutti quei lavori autonomi che oggi esistono nel futuro probabilmente scompariranno.

Il mondo è cambiato molte volte, e sta cambiando di nuovo con il Cov-19.

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Patrick Buchanan, un politico statunitense, ex consigliere dei presidenti Richard Nixon, Gerald Ford e Ronald Reagan, ha detto che il virus sarà il “soffio della morte” per quello che chiama il “Nuovo Ordine Mondiale”, l’era della globalizzazione postbellica della Guerra Fredda, dei confini avvizziti e dell ‘”interdipendenza delle grandi nazioni del mondo”.

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