[Italia – Toscana] In aumento le infezioni ospedaliere

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La attualmente è un focolaio epidemico causato dal super batterio New Delhi, che dal novembre 2018 ha causato 41 morti su 122 setticemie. C’è un’emergenza igienica all’interno delle strutture ospedaliere toscane ed il batterio killer, che si diffonde tramite le mani del personale e gli oggetti contaminati, quale può essere il testaletto, è un chiaro esempio che in , il germe può diffondersi rapidamente; attualmente ci sono 2mila portatori intestinali del germe che, se non isolati, possono, in ospedale, diffondersi ai pazienti più fragili.

La corretta aderenza alle norme igieniche preventive stabilite dall’Organizzazione Mondiale della Salute ed un più appropriato utilizzo degli antibiotici sia ad uso umano che veterinario sono alcuni delle raccomandazioni che emergono dal confronto fra esperti.

Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità del 2018, ogni anno in Italia si verificano 450-700.000 infezioni in pazienti ricoverati in ospedale, si tratta soprattutto di infezioni urinarie (35-40% del totale), della ferita chirurgica, polmoniti e sepsi. Di queste, si stima che circa il 30% siano potenzialmente prevenibili (135-210.000) e che siano direttamente causa del decesso nell’1% dei casi (1.350-2.100 decessi prevenibili in un anno).

Oggi si stima che il 16% delle infezioni ospedaliere sia causata da batteri resistenti e l’Italia è tra i Paesi europei con percentuali di resistenza più̀ elevate, terza dopo Grecia e Turchia; il fenomeno è andato aumentando, passando dal 16-17% nel 2005 al 33-34% in circa 10 anni.

In Europa, oltre 4 milioni di persone ogni anno vengono colpite da infezioni batteriche ospedaliere, con 25.000 morti attese per infezioni da germi resistenti. Si stima che nel 2050 le infezioni batteriche da batteri resistenti potrebbero causare nel mondo circa 10 milioni di morti l’anno, superando ampiamente i decessi per tumore (8,2 ml/anno), diabete (1,5 ml/anno) o incidenti stradali (1,2 ml/anno).

Fonti varie