Italia, Smart working ed e-learning

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L’infezione sta modificando la scuola, il lavoro, la famiglia, gli affetti. La chiusura di scuole, università, teatri, cinema, luoghi di ritrovo, funzioni religiose, concerti, ed altro ancora vuol essere un modo per controllare la diffusione di un virus sconosciuto.

L’Italia scopre lo smart working ed e-learning, un’opportunità.

L’ estensione dello stato di ‘dovuto’ al Coronavirus, con il nuovo decreto del presidente del Consiglio dei ministri, ‘consente’ la possibilità della modalità ‘lavoro agile’: aule virtuali, e-learnig, registri elettronici, anche open day sul web.

SI ha quindi un profluvio di già esistenti da tempo, ma che non decollavano; ed ecco che l’operazione ‘’ ha avuto inizio, partendo dalle aree colpite da restrizioni, grazie a servizi e soluzioni tecnologiche innovative.

All’appello del governo di fornire servizi gratuiti, hanno risposto numerose ben note aziende le quali hanno promesso nel far ‘ritrovare una quotidianità nella quale non dover rinunciare a lavorare, a informarsi, alla propria socialità, allo svago e, specie per i più piccoli, al gioco, alla , all’istruzione’.

Nel contempo le pubbliche amministrazioni (PA) hanno iniziato la loro riorganizzazione, necessaria a rendere possibile e favorire il lavoro a distanza, diventando un obbligo e non più un suggerimento. Tutto questo ‘grazie al Coronavirus’.

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