[Italia] Romanzo Coronavirus, Il potere del Presidente del Consiglio con i ben noti DPCM

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Il potere del Presidente del Consiglio, che con i ben noti DPCM (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri) ha stravolto la vita degli Italiani, parte da un , il D.L. n°6 del 26 febbraio 2020.

Che cosa c’è scritto, in sintesi delle sintesi? Di fatto delegava lo stesso Presidente del Consiglio (di concerto con i vari ministri di volta in volta interessati), l’attuazione di una serie di misure restrittive volte a contrastare la diffusione dell’epidemia.

All’art.2 si legge la delega generica: “ogni misura di contenimento e gestione adeguata e proporzionata all’evolversi della situazione ”.

Oh capperi…pensate che, in sede di conversione in legge, nessuno in Parlamento si è posto il problema di quanto ampio fosse i poteri delegati al Presidente del Consiglio. Per quale motivo? Perché alla maggior parte di essi ,escluso quelli che fanno il pelo e contropelo realmente, si è benché minimamente sognato di dover agevolare i diritti fondamentali dei cittadini. Eh? Ma davvero?

Eh certo, il perimetro di liceità dei provvedimenti emergenziali che hanno sospeso e limitato diritti e le libertà fondamentali garantiti in Costituzione quali il movimento e la riunione (art.16-17 Cost.), il diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma anche associata (art.19 Cost), il diritto alla scuola (art.34 Cost) o alla libertà di impresa (art.41 Cost), è stato ‘abrogato’ per la necessaria ‘’.

Per avere un quadro un pochino più chiaro della situazione del perché il Presidente Conte ha potuto far ciò che ha fatto, bisogna leggersi la costituzione.

La nostra Costituzione non prevede e non regola lo stato di emergenza. Ma come direte Voi. Eppure è così. Sapete perché ? Ebbene i nostri costituenti ritennero pericoloso inserire clausole d’emergenza che potessero in casi necessariamente imprevedibili, come un’emergenza, sovvertire gli articoli in esso contenuta.

Tradotto l’ordine costituzionale non può conferire o negare pieni poteri a questo o quell’organo costituzionale o legittimare limitazioni o addirittura la sospensione dei diritti dei cittadini.

Ma come? Che storia è questa ? Impossibile. No! Tutto scritto nella .

Il fatto proviene da quel disastro dell’art.48 della Costituzione di Weimar che consentì, formalmente, la nascita della dittatura nazista.

L’unica concessione che i padri costituenti hanno inserito, 70 anni fa, è il ricorso al decreto legge: per l’art.77 della Costituzione in casi straordinari di necessità ed urgenza e per il tempo limitato di 60 giorni, il Governo può appropriarsi del potere legislativo altrimenti riservato al Parlamento e dettare regole emergenziali aventi forza di legge.

Quindi cosa vuol dire tutto ciò ? Tutti i Governi hanno fatto passare leggi prive di qualsivoglia requisito di straordinarietà, necessità o urgenza. Ma non in questo caso come l’Emergenza Sanitaria’ del .

Ed allora coloro che vorrebbero denunciare Conte, Mattarella, le forze dell’Ordine per una serie di reati, rifacendosi alla Costituzione Italiana ed al diritto civile, penale e militare?

Dunque non è così semplice come si pensi…ma forse esiste nei trattati internazionali, sottoscritti dall’Italia, che contengono espresse clausole di emergenza.

A cosa ci riferiamo? Alla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) e al Patto per i Diritti Civili e Politici (Patto) approvato dalle Nazioni Unite nel 1966.

Le due sopra indicate convenzioni, ratificate dall’Italia, dicono che: nel vincolare gli Stati aderenti al fondamentali in esse puntualmente elencati prevedono espressamente all’art. 15 CEDU e 4 del Patto una possibilità di deroga in caso di emergenza.

Vuol dire che ci sono determinate condizioni e di chiari limiti. Ma…la limitazione dei diritti che tutti noi abbiamo subito è ad oggi giustificata dalla situazione di emergenza e non attinge ai diritti incompressibili, previsti dalle convenzioni internazionali.

In pratica penserete, lo abbiamo preso nel bocciolo….bhe, forse giuridicamente che ha tempo e soldi da investire, potrebbe attaccarsi alla dichiarazione di emergenza sanitaria deliberata ai sensi del Codice della Protezione Civile il 31 gennaio 2020, dal Consiglio dei Ministri, che prevedeva 6 mesi da tale data, per la gestione dell’emergenza.

Per quanto concerne il cosiddetto ‘stolkeraggio’ di chi ritiene la App ‘Immuni’ molto intrusiva, essendo anche molti di noi giornalisti scettici e dubbiosi abbiamo chiesto a degli esperti tecnologici, come avviene l’utilizzo dei metadati telefonici e di geolocalizzazione legati ai nostri (e ai nostri oggetti connessi).

In primis questi tecnici hanno fatto presente che, in molteplici banche dati di operatori di telefonia e di servizi internet, noi siamo già geolocalizzati, e questo, a conoscenza di non molti cittadini, va ad impattare su due diritti fondamentali previsti in diversi trattati internazionali: il diritto al rispetto della vita privata e familiare (art.8 CEDU, 17 Patto e 7 Carta dei Diritti Fondamentali UE) ed il diritto alla protezione dei dati personali previsto solo dalla art.8 della Carta dei Diritti Fondamentali UE.

Ma anche qui c’è un ‘cavillo’ sfuggito ai più od ai meno, comunque, se è stato possibile comprimere e sospendere la fisico per la sicurezza e la salute della collettività, pensate che la App non sia applicabile a tutti nolenti o volenti?

Eh…forza su…sarebbe assurdo impedire l’utilizzo di dati personali per e tracciare quel movimento in situazioni di pericolo immediato e concreto?

Lo stesso GDPR prevede la liceità del trattamento quando si tratta di salvare vite umane.

Il fatto però è ben altro, molto più complesso e, quindi pericoloso.

Il vero problema, quello, ripetiamo vero e non presunto tale, è che il mondo digitale ha dinamiche difficilmente gestibili. Lo sanno tutti, basti pensare che vengono craccati i siti web della difesa militare!

Questo vuol dire che non esiste ‘cassaforte’ virtuale in grado di proteggere i nostri dati, pertanto è ben concreta la possibilità che essi possono venire craccati e usati dal ‘criminale’ di turno.

Stiamo dicendo eresie? E’ una fake News? NO! A chi ci rivolgiamo sanno che è ben nota la fragilità dei software e della rete web.

Ma qualcuno può obiettare dicendo, ma nei paesi autoritari, hanno applicato la App con successo.

Si, vero, ma quei governi non sono come quelli europei: hanno pieno accesso alle vite digitali dei loro cittadini sin dalla nascita, quindi un intervento di contact tracing massiccio è ben dverso da quello che è stato proposto a livello europeo, Italia compresa.

Non c’è quindi paragone in alcun modo con quel tipo di governi e quelli democratici.

Allora, esultiamo e non avremo la App? No! Attenzione…la App potrebbe essere installata in tutti gli smartphone con il prossimo aggiornamento di Android e di IOS con l’appoggio dei loro costruttori.

Quello che i cittadini italiani intervistati da noi vogliono dal governo italiano è: cautela.

Ovviamente c’è una gran parte di italiani disposti a cooperare alla App poiché pensano che possono vivere meglio, sapendo se accanto hanno un untore, una sentinella, uno zombie.

Questi cittadini timorosi di non poter vivere appieno chiedono di far ciò che è possibile per tornare alla normalità, quindi sono disposti a calare le brache e mettersi a 90 gradi.

Tutto ciò è ovviamente molto rischioso…perché c’è chi, conoscitore delle dinamiche della rete, come una gran parte di noi giornalisti, sa che quanto sopra, è come giocare alla roulette russa!

Oggi la App può essere una interessante soluzione tecnologica, ma i crash krak sono dietro l’angolo e chi ha spinto l’acceleratore per far attivare la App sugli smartphone, deve ricordarsi che, in futuro, qualora potrebbe esserci dei disastri irreparabili, con milioni di dati sanitari dei cittadini esposti alla mercé di ‘strozzini’, ’, criminali, ecc. essi certo non saranno più così propensi nel avere concesso il loro deretano in cambio di quanto sopra. Fake News? No…documentatevi!

Quindi ci rivolgiamo a tutti coloro entusiasti di questa App nel avere ‘cautela’ e nel dare al Parlamento, l’organo centrale di garanzia, nel sovrintendere la vita della Repubblica, anche nell’emergenza.

Deve essere il Parlamento a decidere se attivare la App oppure mettere a rischio la “salus rei pubblicae” dei cittadini italiani.

I Parlamentari tutti sono chiamati dai cittadini Italiani a fare il loro dovere, per vigilare e difendere lo stato di diritto e la salute della nostra democrazia.