[Italia] Il diritto di culto in emergenza sanitaria

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La ci riporta diversi casi in cui vengono interrotte cerimonie religiose, funzioni adorative, preghiere dei fedeli in chiesa. Per quale motivo accade tutto questo?

Partiamo dal primo Dpcm, quello dell’8 marzo, che disciplina la sospensione delle Messe però tiene aperte le chiese: «il comma “i” dell’articolo 1 del decreto è rivolto ai gestori delle chiese o dei luoghi di culto, purché non si producano assembramenti, non si svolgano cerimonie religiose e siano garantite le distanze di .

Pertanto interrompere una religiosa od una funzione adorativa (Per esempio la recita del Santo Rosario), se pur deplorevole da parte del ministro di culto e dei fedeli, non è ‘lecito’ legalmente per decreto.

I fedeli – pur rispettando le regole igienico-sociali – non si devono ovviamente sentire come criminali in libera uscita se vanno in chiesa a pregare.

Ma come andare in chiesa senza incorrere in sanzioni e inutili alterchi ?

Prendendo il comma “a” dell’articolo 1 dello stesso Dpcm si legge “situazioni di necessità”.

Il fatto è che le “situazioni di necessità” sono quelle in cui lo spostamento è preordinato allo svolgimento di un’attività̀ indispensabile per tutelare un diritto primario non altrimenti efficacemente tutelabile.

Dal burocratichese alle parole semplici vuol dire che, la persona, se vuole andare in chiesa lo fa per una situazione di necessità nell’esercizio di un diritto primario non altrimenti efficacemente tutelabile, in quanto in chiesa c’è il ‘Tabernacolo’.

Questo vuol dire che il diritto di culto è lo stesso sancito e tutelato sia dall’articolo 19 della Costituzione quanto da quello della Convenzione europea dei diritti dell’uomo all’articolo 9 (libertà di culto in ambito pubblico o privato, individualmente o collettivamente).

Riportiamo quanto è scritto specificatamente nel sito del governo (aggiornamento al 18-4-2020):

Sono sospese su tutto il territorio nazionale tutte le cerimonie civili e religiose che prevedano la partecipazione di significativi gruppi di persone, compresi i funerali. Pertanto è sospesa la celebrazione in presenza di una pluralità di fedeli della messa e degli altri riti religiosi come, a mero titolo di esempio, la preghiera del venerdì mattina per la religione islamica, il culto evangelico domenicale o le funzioni presso la sinagoga durante il sabato. Sono consentiti l’apertura e l’accesso ai luoghi di culto, purché si evitino assembramenti e si assicuri la distanza tra i frequentatori non inferiore a un metro.

Quindi andare a pregare, individualmente, con mascherina e guanti, non può essere negato da alcuno sino a quando la chiesa rimane aperta, ai fedeli.

All’interno di una chiesa potranno prendere posto i fedeli stando ad oltre 1 metro di distanza (meglio se due metri). E’ opportuno che le porte della chiesa rimangano aperte per la circolazione dell’aria interna.

Le chiese, come edifici, non sono assolutamente territorio del Vaticano ad eccezione della basilica Vaticana (che è nello Stato Pontifico del Vaticano).

L’edificio-chiesa è equiparato a qualunque altro civile.

Detto ciò le forze dell’ordine in tutte le altre chiese possono entrare e non si è varcato nessun confine. Non sono territorio del vaticano in senso geopolitico, ma rimangono a tutti gli effetti territorio italiano.

Altra cosa è la proprietà del terreno e dell’edificio che può appartenere alla diocesi, alla parrocchia ecc. o a qualsiasi altra persona o ente. Questo salvo smentite dal Vaticano.

Ricordiamo altresì che nell’edificio-chiesa il cosiddetto ‘Asilo Dei’, ossia l’immunità concessa a chi si rifugia in una chiesa, non è più in vigore da secoli.

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Il video sul che è stato diffidato dal continuare a svolgere la SS Messa dei defunti: