[Italia] Cura Italia, il bluff delle seicento euro

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Il decreto “liquidità”, pubblicato su un’edizione straordinaria della (n. 94) ha modificato i requisiti di accesso all’indennità, costringendo le casse di previdenza private a sospendere i pagamenti agli iscritti, i quali avevano fatto richiesta dei 600 euro prevista dal decreto “Cura Italia”.

Il problema a quanto pare è la ‘colpa’ di essere esclusivamente iscritti ad una cassa privata, in pratica una discriminante di non poco conto.

Nello specifico, si parla dell’art. 34 del decreto che testualmente recita: “Ai fini del riconoscimento dell’indennità di cui all’art. 44 del 17 marzo 2020, n. 18, i iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria devono intendersi non titolari di trattamento pensionistico e iscritti in via esclusiva”.

In pratica soltanto i soggetti titolari di reddito da lavoro dipendente e reddito professionale sono coloro che usufruiranno del , poiché versano i contributi all’ e alla propria Cassa?

Nel contempo…quei 600 Euro come verrebbero erogati ? Da una approfondita si è scoperto che trattasi di soldi ‘estratti’ dai contributi versati da ogni iscritto. Si avete letto bene…è un prestito…che, a fine emergenza, l’iscritto dovrà restituire.

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