[Italia – Covid19 – Fas2] Attività Sportiva: Ciclismo; uso della mascherina e altri dispositivi

Tempo di lettura: 3 minuti

Numerosi commentano sull’uso dei dispositivi, la mascherina. i guanti, il gel. Per dipanare i vari dubbi cerchiamo di fornire una FAQ (invitando le testate giornalistiche, qualora copiano quanto segue) nel indicare la fonte.

Prima di tutto, come ben sanno i ciclisti, c’è l’abitudine di stappare il naso in corsa; questo è proibito. Ovviamente non è logisticamente possibile, ma è vivamente consigliato di fermarsi appena possibile, quindi soffiarsi il naso con un fazzoletto monouso da riportare a casa e gettarlo poi nel proprio cestino. Non gettateli per strada.

La mascherina va portata dietro e inserita in un sacchetto di plastica, tipo quella degli alimenti o meglio se possibile con sigillatura.

La mascherina va indossata nel momento in cui vi fermate ad una fontana od a chiedere indicazioni stradali o, comunque, quando è necessario se avete intorno altre persone.

Qualche giornaletto e quotidiano che non conosce il ha proposto di acquistare mascherine tecniche, ebbene non date ascolto a questi cialtroni. La mascherina chirurgica è già di per sé adatta, peraltro è meno intrusiva di quelle tecniche con o senza filtri, la cui respirazione è dannosa se indossata durante l’.

L’ (esercizio fisico) o sportiva (), qual dir si voglia, deve essere individuale, ma se proprio va fatta con altri compagni di squadra, la Federciclismo raccomanda di mantenere una distanza di almeno 20 metri tra un ciclista e l’altro, e non rimanere in scia.

Ovviamente, ben sapete che ‘venti metri’ è una dabbenaggine…in quanto sappiamo, perfettamente, che cosa vuol dire per chi pratica questa in bici.

Pertanto, tagliamo la testa al toro, e, se possibile, andiamo da soli.

Peraltro ‘venti metri’ in sentieri con la MTB…vuol dire perdere il contatto con l’altro a vista. Pericoloso qualora necessita supporto, anche se con le dovute del caso (Kit: mascherina doppia, guanti e gel).

Il Gel disinfettante; l’uso è se tocchiamo oggetti esterni tipo i pulsanti per l’erogazione dell’acqua ai fontanelli pubblici, o, qualora saranno aperti i bar, quindi le tazzine del caffé. Se, stanchi, vi appoggiate su un muretto, ricordatevi che il virus non è sulle superfici…non ha gambe, non vola…non sta nell’aria…come cercano di farci credere streghe e maghi di questo secolo.

L’abbigliamento? Indossate quello che ritenete più adatto e che utilizzate da sempre. Le cialtronerie che leggiamo in questi giorni, con dei consigli fuori melone, sono a dir poco allucinanti. Ovviamente per chi è iscritto ad un team è preferibile indossare i colori che lo rappresentano; altrimenti colori neutri e, siccome si va incontro all’estate, indossate colori chiari.

Gli ? Anche qui…chi non pratica il ciclismo non sa e scrive sciocchezze sui quotidiani, blog di gossip, ecc. Gli occhiali non sono quelli da sci, come qualcuno ha proposto. Vanno bene quelli che utilizzate, se avvolgenti meglio anche per l’ del vento.

Al rientro del giro in bici? Lavarla e asciugarla, come sempre. Questo non perché il virus si attacca chissà dove, sul fango o polvere (i virus non sono batteri), ma perché è una norma da avere per una bici pulita.

Le barrette? Non gettiamo le carte per terra, né nei cassonetti. Bisogna riportarle dietro, mettendole in una tasca. Si, certo, sembra assurdo, ma è preferibile essere di esempio.

L’acqua in borraccia? Calcolate i km del percorso e portatevi da bere a sufficienza. Meglio evitare di fermarsi, come un tempo, alle fontane di acqua pubblica. Se proprio siamo a secco, allora premete il pulsante dell’erogatore pubblico e poi lavatevi le mani. Sono pratiche igieniche importanti.

Infine, non meno importante, è l’autocertificazione. Portate due copie insieme alla vostra carta di identità. Ricordatevi che si tratta di una dichiarazione ben precisa. Un atto pubblico. Non fate i ‘bischeri’ come dicono in …quando la chiedono siate cortesi. Evitate di perdere del tempo in chiacchiere inutili.

Per dubbi, domande, opinioni, scrivete alla redazione del ridersbike.