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L’industria nautica italiana, con la sua suddivisione nei tre comparti tradizionali delle unità da diporto, motori e accessori, attraverso la sua distribuzione sul territorio, il numero di addetti e il fatturato ha delle regioni capofila, ad iniziare dalla Lombardia ed a seguire Liguria, Toscana ed Emilia Romagna.

L’osservazione razionale dei legati alla nautica da diporto conduce al riconoscimento dell’ della filiera, sia in termini economici che occupazionali.

Il prodotto “barca” costituisce infatti il perno attorno al quale si articolano tutti gli ambiti del processo produttivo a monte e dei servizi connessi a valle.

Ad una prima lettura sono due i principali ambiti di filiera della nautica da diporto:

1) la filiera manifatturiera, finalizzata alla produzione di imbarcazioni;

2) la filiera del turismo nautico, finalizzata all’offerta di servizi al diportista.

Connessi a tali “macro” filiere si configurano un insieme di attività/servizi collaterali volti a supportare a 360 gradi le aziende negli specifici ruoli di contributo alla catena del valore:

su materiali e prodotti innovativi e sui processi di produzione

– trasferimento di conoscenze per e ricerca (trasferimento tecnologico)

– offerta di servizi informatici

– offerta di servizi tecnici (controllo qualità, collaudo materiali, sicurezza lavoro, rispetto normativa ambientale)

– offerta di spazi logistici e immateriali (connessione wi-fi, sale riunioni, mense aziendali)

– assistenza amministrativa, fiscale, legale e finanziaria;

– partecipazione ai processi di acquisto/vendita per aziende in pool finalizzata

all’ottenimento di economie di scala (es. gruppi di acquisto o per il supporto alle vendite/);

– sviluppo e gestione rapporti con enti pubblici

– monitoraggio dello stato del mercato e degli elementi di congiuntura economica/tecnologica.

Il panorama dell’industria nautica italiana è caratterizzato dalla presenza di un numero elevato di specializzate, in alcune fasi di quello che è l’intero ciclo produttivo. Tale situazione fa si che le , raramente, tendano ad innovare o comunque tendano a farlo in modo meno sistematico di quelle grandi.

Questo panorama di aziende sente fortemente l’esigenza di miglioramento costante del proprio know how trasversalmente a tutti i processi produttivi che avvengono al loro interno e contestualmente chiede di poter attingere a fonti qualificate per poter fruire di informazioni utili e della necessaria formazione.

In tal senso la formazione professionale rivolta al settore oltre ad essere finalizzata alla qualificazione tecnica di figure lavorative, deve riuscire ad apportare un contributo formativo in termini di competenze e qualità professionale che interessi tutta la filiera produttiva e dei servizi.

Sulla base delle precedenti considerazioni, un primo ventaglio di qualifiche formative utili alla filiera produttiva della nautica può essere connesso alle lavorazioni così identificate:

Laminazioni VTR e Compositi
Stuccatura e Fairing
Pitturazione e trattamenti di finitura
Montaggio Mobilio
Montaggio Vetri e Oblò
Montaggio Impianti elettrici
Montaggio Impianti Idraulici
Montaggio Impianti Idrici
Montaggio Impianti elettronici
Montaggio sistemi di propulsione
Montaggio Sistemi Antincendio
Montaggio Impianti motore
Montaggio Impianti Aria Condizionata
Montaggio materiali di coperta
Montaggio Complementi d’arredo
Collaudi tecnici
Movimentazione
Pulizia e Finitura pre-consegna

Il personale, formato sul prodotto, sui punti critici in generale e in particolare sulle difficoltà che possono verificarsi in specifiche postazioni di lavoro, è un plus valore per ogni azienda del comparto nautico.

Nell’ambito dei rapporti tra main contractor e fornitori della filiera è da non trascurare infine l’esigenza di una più efficiente attenzione alla qualità, attuata in particolare attraverso le figure di operatori ad hoc formati e competenti in termini di:

Controlli di accettazione arrivi.
Prove e controlli di processo.
Qualità uscente.
Anomalie di qualità.
Registrazioni e controlli.
Gestione dei prodotti non conformi.
Gestione degli strumenti di controllo.
Qualità di processo.
Rintracciabilità.
Identificazione. Miglioramento continuo.
Sistema di certificazione adeguato.
Garanzia.
Assistenza.

Da un’analisi delle eccellenze della nautica italiana emerge l’esigenza di formazione professionale nell’ambito della realizzazione di navi o grandi imbarcazioni. Tali ambiti necessitano di continuo aggiornamento e sviluppo per la loro miglior pratica. Si fa riferimento a mestieri come il Laminatore di Vetroresina, l’Impiantista specializzato nella realizzazione di apparati di sistemi di sale macchina di grandi navi, il Falegname specializzato nel montaggio del mobilio di bordo.

Osservando quindi il fabbisogno innovativo espresso dalle realtà più strutturate dislocate nelle macro aree di “sbocco a mare” della Lombardia si sono individuate tre linee strategiche:

il refit e la sua industrializzazione
la valorizzazione dei mestieri “tradizionali”
il complesso dei servizi tecnico-turistici e della portualità

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