Il traffico di cocaina in Maghreb

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Il traffico di cocaina in Maghreb è al suo più alto livello dal 2016, e questo lascia pensare che delle nuove strade stanno per emergere. Secondo il “Rapporto sulle droghe nel mondo” (2018), pubblicato dall’Ufficio delle contro la droga e il crimine (UNODC), la quantità di cocaina sequestrata in Africa del nord si è moltiplicata per sei nel 2016, e questo rappresenta il 69% di sequestri in Africa. Tradizionalmente, gli dell’America del sud arrivano in Africa dalla costa ovest prima di essere distribuiti in Europa e Medio-Oriente.

Questi sequestri in Marocco e suggeriscono che la cocaina transiti sempre di più per la costa nord-ovest.

Questa nuova tendenza si appoggia sulle rotte storiche della che nascono in Marocco. Esistono dei vecchi legami tra i cartelli della droga sudamericani, i trafficanti di marocchini che si appoggiano su solide reti del nord-ovest dell’Algeria. Queste ramificazioni fanno dell’Africa del nord un polo di transito “promettente” per il traffico di cocaina. La costa tra Casablanca e Algeri, che passa attraverso Oran e Rabat, è un “arco d’oro” per i trafficanti di droga, offrendo una finestra su tre continenti ed essendo in prossimità dei mercati europei di consumo.

Negli anni a venire, il traffico di droga dovrebbe prosperare su questa zona soprannominata “la nuova costa della cocaina”. La sua vicinanza con il lucrativo della cocaina in Europa, ma anche la difficoltà di attraversare la regione sahel-sahariana soggetta a , la fanno diventare la maggiore asse.

Combattere questa nuova tendenza necessita di una maggiore interregionale e continentale. Per ridurre questi traffici di cocaina, devono essere fatte delle operazioni marittime congiunte. Le forze navali algerine devono rafforzare la sicurezza nei principali porti e le autorità doganali devono rafforzare i controlli sulle importazioni che arrivano con dei porta-container.

La politica cosiddetta del “corridoio verde”, che permette alle importazioni di accelerare l’ingresso delle mercanzie e delle materie prime, dovrebbe essere riesaminata per meglio allinearsi alle stabilite dall’Organizzazione mondiale delle dogane. Il dibattito sul “Cocainegate” rimane fortemente politicizzato e la sua spoliticizzazione aiuterà anche ad identificare, a ritrovare e perseguire le persone implicate. Le autorità algerine devono analizzare questo sequestro come un avvertimento che le reti criminali utilizzano sempre più il loro Paese come zona di transito della cocaina.

(articolo di Jihane Ben Yahia e Raouf Farrah, pubblicato sul quotidiano Le Monde Afrique del 29/01/2019)