Il Socialismo scientifico tra utopia e libertà

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Il socialismo scientifico è una forma di socialismo che, già nel XIX secolo si distinse, in primo luogo, dal precedente e allora ancora contemporaneo socialismo utopistico, e poi dal socialismo libertario per un’analisi e una all’epoca considerata scientifica dai suoi maggiori teorici.

Al di là delle diverse posizioni individuali di sociologi, filosofi, politici ed economisti che lo hanno commentato, il socialismo scientifico era ed è in ogni caso basato su uno studio analitico delle leggi della storia e della ; su questo studio basa argomenti, obiettivi e principi, contrariamente all’elaborazione da essi stessi considerata astratta e aprioristica del modello utopico.

Il socialismo scientifico è una teoria di base tuttora largamente presente sulla scena della teoria e sociologica.

Friedrich Engels (AFI: [ˈfʁiːdʁɪç ˈʔɛŋl̩s]) (Barmen, 28 novembre 1820 – Londra, 5 agosto 1895) è stato un fondatore assieme al sodale Karl Marx del socialismo scientifico, oltre che teorico del materialismo dialettico attraverso principalmente il suo Dialettica della natura (1883), basandosi in particolare sull’impostazione critica in chiave materialista dell’intera storia umana sviluppata da Marx nella sua concezione materialistica della storia.

Per Marx ed Engels “La storia di ogni società esistita fino a questo momento, è storia di lotte di classi. Liberi e schiavi, patrizi e plebei, baroni e servi della gleba, membri delle corporazioni e garzoni, in breve, oppressori e oppressi, furono continuamente in reciproco contrasto, e condussero una lotta ininterrotta, ora latente ora aperta; lotta che ogni volta è finita o con una trasformazione rivoluzionaria di tutta la società o con la comune rovina delle classi in lotta.

Nelle epoche passate della storia troviamo quasi dappertutto una completa articolazione della società in differenti ordini, una molteplice graduazione delle posizioni sociali.

In Roma antica, scrivono Marx ed Engels, abbiamo patrizi, cavalieri, plebei, schiavi; nel medioevo signori feudali, vassalli, membri delle corporazioni, garzoni, servi della gleba, e, per di più, anche particolari graduazioni in quasi ognuna di queste classi.

La società civile moderna, scrive Engels, è sorta dal tramonto della società feudale, non ha eliminato gli antagonismi fra le classi. Essa ha soltanto sostituito alle antiche, nuove classi, nuove condizioni di oppressione, nuove forme di lotta.

La nostra epoca, quella della borghesia, si distingue però dalle altre per aver semplificato gli antagonismi di classe. L’intera società si va scindendo sempre più in due grandi campi nemici, in due grandi classi direttamente contrapposte l’una all’altra: borghesia e proletariato“.

E’ evidente che il ‘socialismo scientifico’ si basa fondamentalmente sugli strumenti forniti dall’approccio dato dal materialismo storico, l’applicazione del materialismo dialettico alla storia delle società umane.

Sebbene Marx si sia occupato soprattutto del materialismo storico, è possibile rintracciare un’importante elaborazione teorica di carattere marxista anche riguardo alla storia naturale.

Il socialismo scientifico utilizza il materialismo come uno strumento con cui scardinare il sociale esistente, e parte come già detto da presupposti filosofici: il materialismo dialettico, ove esprime l’inclusione nel punto di vista materialista della della dinamica interconnessione tra i processi e dell’universalità del mutamento.

Tutto è soggetto ad auto-trasformazione, dovuto al fatto che i contenuti son costituiti da forze “contraddittorie”, nel gergo del filosofo tedesco Hegel.

Il russo Michail Bakunin, disse: «Se c’è uno Stato ci deve essere per forza dominio di una classe sull’altra… Che cosa significa che il proletariato deve elevarsi a classe dominante? È possibile che tutto il proletariato si metta alla testa del governo?… I marxisti sono consci di tale contraddizione e si rendono conto che un governo di sarà effettivamente una dittatura… Essi si consolano con l’idea che tale dominio sarà temporaneo… La massa del popolo verrà divisa in due armate, quella agricola e quella industriale, poste agli ordini degli ingegneri di Stato che costituiranno la nuova classe politico-scientifica privilegiata.»

Engels trae anche ispirazione dall’etnologo statunitense Lewis Henry Morgan, ove delineando l’insieme degli individui gestiti da una istituzione tale da poter raggruppare più ‘classi’, coniò il cosiddetto Stato; vi sono state società che non avevano alcuna idea di un potere statale, ma «in un determinato grado dello , necessariamente legato alla divisione della società in classi, proprio a causa di questa divisione lo Stato è diventato una necessità.

Ora ci avviciniamo a grandi passi a uno stadio di sviluppo della produzione nel quale l’esistenza di queste classi non solo ha cessato di essere una necessità, ma diventa un ostacolo effettivo alla produzione. Perciò esse cadranno così ineluttabilmente come sono sorte. Con esse cadrà ineluttabilmente lo Stato.

La società che riorganizza la produzione in base a una libera e uguale associazione di produttori, relega l’intera macchina statale nel posto che da quel momento le spetta, cioè nel museo delle antichità accanto alla rocca per filare e all’ascia di bronzo.

Fonte Marx – Engels (Wikipedia)