Il Sexting al tempo di quarantena in casa, attenzione ai minorenni

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Nell’isolamento sociale, le persone apparentemente usano sempre più servizi adeguati. Il virus corona continua a diffondersi. Le gravi conseguenze per il sistema sanitario, la scena culturale e l’economia sono già prevedibili. Ma ci sono almeno alcuni vincitori in questa crisi : l’industria del porno, incontri online e sexting.

Il Sexting è l’attività di condivisione di di carattere sessuale tra utenti (dall’invio di messaggi sessualmente suggestivi o espliciti a e video di carattere esplicito), sfruttando l’uso di mezzi digitali, in particolare lo smartphone, le reti sociali e le piattaforme di messaggistica.

L’anglicismo sexting nasce dalla fusione della parola “sex” con “texting” che appunto sta a significare “invio di messaggi di testo”. Già dal termine è possibile trarre delle conclusioni sull’evoluzione di questa pratica nel corso degli ultimi anni: il sexting nasce infatti con l’invio di SMS, e dunque di messaggi di testo, dal contenuto sessualmente esplicito. Con lo sviluppo della tecnologia, però, si è passati all’invio di fotografie (condivise inizialmente tramite MMS) e successivamente all’uso di Internet che ha reso più facile la condivisione di qualsiasi tipo di contenuto attraverso computer e, specialmente, smartphone.

L’iscrizione massiccia ai e alle piattaforme di messaggistica ha contribuito ancor di più alla diffusione del sexting, facilitando l’invio di video e di foto sessualmente esplicite.

Il fenomeno è diventato molto comune in particolare tra gli : infatti, un adolescente su sette dichiara di inviare questo genere di contenuti, mentre uno su quattro afferma di riceverli, in base ai dati emersi da una ricerca pubblicata su JAMA Pediatrics nel 2018 che ha coinvolto oltre 110mila in tutto il mondo.

La pratica è si è diffusa in modo significativo e con la sua diffusione sono nate diverse questioni relative al crescente bisogno di tutelare la .

Così, non mancano in rete i suggerimenti sulle piattaforme di messaggistica e app più sicure per fare sexting.

Inoltre, una startup americana ha addirittura creato l’applicazione Slutbot per consentire agli utenti di allenarsi nell’invio di messaggi di carattere sessuale, chattando con un bot creato ad hoc.

La pratica del sexting è particolarmente diffusa tra gli adolescenti che spesso non conoscono i potenziali rischi legati all’invio di contenuti personali di tipo esplicito.

In base a quanto emerge dai dati di Generazioni Connesse (un progetto promosso dalla e coordinato dal MIUR), il 6% dei ragazzi con un’età inferiore ai 14 anni avrebbe inviato foto intime tramite messaggio privato.

Si parla allora anche di , che difficilmente hanno una piena dei pericoli che si nascondono dietro allo schermo.

L’eventuale condivisione (non consensuale) di contenuti sessualmente espliciti da parte di chi ha ricevuto i messaggi rappresenta il primo pericolo quando si tratta di sexting.

L’eventuale condivisione di contenuti di questo tipo appartenenti a utenti minorenni (anche se condivisi da altri minori) costituisce il reato di diffusione di materiale pedo-pornografico.

Il sexting potrebbe sfociare anche in un potenziale impatto negativo sui rapporti umani, dando vita a una sessualità sganciata dalla fisicità e dalla presenza reale e corporea dell’altro e di conseguenza potenzialmente snaturata e privata della dimensione affettiva.

Fonte : insidemarketing.it