Il presidente del Pontificio consiglio dei migranti, si scaglia contro la legge voluta dal governo Berlusconi in materia di immigrazione.

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Per il presidente del consiglio dei : l’autorità dello a stabilire le modalità di entrata e permanenza sul proprio territorio, è vincolata ”dalla ratifica dei trattati internazionali e dal rispetto di due principi etici: la tutela della della persona” e la convinzione che ”tutta l’, al di là delle distinzioni etniche, nazionali, culturali e religiose, formi una senza discriminazioni tra i popoli, che tendono alla solidarietà reciproca”.

Ciò significa che i ”diritti umani fondamentali, garanti della dignità della persona, devono essere pienamente assicurati. Analogamente va detto per i doveri, che tutti devono assumersi per garantire la reciproca , lo sviluppo e la ”.

L’alto prelato non si ferma qui: in un editoriale pubblicato sul numero di luglio-agosto della rivista dei gesuiti ‘Aggiornamenti sociali’, spiega la di questa legge e la sua pericolosità. Inoltre per Mons. Antonio Maria Vegliò, la strada da battere deve essere quella: della ”differenza nella comunione”, vale a dire differenza che diventa ricchezza, ”purché ci si liberi della categoria del ‘nemico’, che demonizza e criminalizza il

Di Giampaolo Poniciappi