Il mito della caverna di Platone

Tempo di lettura: 1 minuto

Platone si riferisce alla scoperta della realtà delle cose che ci circondano: per fare questo, discute sulla natura stessa, dopo aver raccontato il mito, ed aggiunge che tutto il ragionamento dietro l’allegoria deve applicarsi ad interpretare le pagine che descrivono la metafora del sole e la teoria della linea.

In particolare, Platone paragona il mondo conoscibile, cioè gli oggetti che osserviamo attorno a noi, …

«…[…]. Nel mondo conoscibile, punto estremo e difficile a vedere è l’idea del bene; ma quando la si è veduta, la ragione ci porta a ritenerla per chiunque la causa di tutto ciò che è retto e bello, e nel mondo visibile essa genera la luce e il della luce, nell’intelligibile largisce essa stessa, da sovrana, verità e intelletto.»

Il mito della caverna diventa quindi la della faticosa salita dell’uomo verso la vera .

Occorre precisare che nell’ambito della cultura anglosassone la teoria della conoscenza è chiamata anche e soprattutto epistemology, laddove in Italia con il termine epistemologia si designa essenzialmente quella branca della che si occupa della conoscenza scientifica o, in un senso ancora più specifico, la della .

Allora, per , ci si alzi sulle gambe e ci s’incammini verso l’Ideale che ci sovrasta e che c’illumina interiormente.

Il messaggio della riunificazione iniziatica e tra Fratelli e Sorelle, e tra ogni membro dell’ e l’Anima celeste da cui tutti prendiamo vita, che può avvenire attraverso la trasfigurazione (concetto di metamorfosi e rinascita iniziatica).