Il galateo del perfetto gentleman non ammette errori: La cravatta

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La è un accessorio caratteristico dell’ maschile e di alcune declinazioni di quello femminile. Consiste di una striscia di tessuto che viene annodata attorno al colletto della camicia, lasciandone scendere l’estremità più lunga sul torace.

Le origini della cravatta odierna risalgono alla Guerra dei trent’anni (1618-1648), quando i mercenari croati della Frontiera militare croata in servizio in Francia, indossando i loro tradizionali piccoli foulard annodati, suscitarono l’interesse dei parigini.

A causa della lieve differenza di pronuncia tra la parola croata per “croati”, hrvati, con la corrispondente francese croates, quel particolare foulard prese il nome di cravatta (cravate in francese).

Luigi XIV cominciò a indossare una cravatta di pizzo intorno al 1646, all’età di sette anni, e la improntò come accessorio di per la nobiltà francese.

Questo nuovo articolo di abbigliamento diede inizio a una vera e propria “mania della moda” in tutta Europa: e donne d’alto rango portavano avvolti intorno al collo strisce di tessuto, cravatte di pizzo o jabot, che prendevano molto tempo e fatica per essere indossati.

Queste cravatte erano spesso legate da stringhe di foulard, disposte ordinatamente e arrangiate in modo da formare un fiocco.

Generalmente la sua lunghezza si attesta intorno ai 150 cm, ma non sono rare delle cravatte denominate “XL” lunghe anche 165 cm.

Questa lunghezza è strettamente legata a due fattori principali: l’altezza della persona che la indossa e il tipo di nodo utilizzato.

La prima influisce abbastanza sulla lunghezza della cravatta per cui a uomini di altezza pari o superiore a 190 cm si consiglia una cravatta “XL”, in modo che dopo averla annodata arrivi circa all’altezza dei pantaloni.

Il secondo fattore influisce ancora di più, perché un nodo con più passaggi rispetto ad uno più semplice, “impegna” più parte della cravatta nel nodo, rendendola più corta.

L’utilità estetica della cravatta consiste nel nascondere la striscia verticale di bottoni della camicia. (1)

Sulla lunghezza della cravatta il galateo parla chiaro: indipendentemente dalla tipologia, la cravatta non deve superare la cintura. Per capire quindi come mettere la cravatta correttamente dobbiamo sempre considerare 2 fattori principali:

L’abbigliamento formale impone di tenere sempre in considerazione le proprie caratteristiche fisiche.

La lunghezza della cravatta, infatti, varia da corporatura a corporatura. In generale (e queste indicazioni valgono anche per la cravatta senza punta):

se hai un’altezza inferiore a 1,65 m scegli la versione corta (140 cm);
se sei alto tra 1,65 e 1,85 m opta per una lunghezza standard della cravatta (150 cm);
se sei più alto di 1,85 m scegli la cravatta lunga (155cm).

La regola della lunghezza della cravatta alla cintura non deve essere trasgredita nemmeno se scegli di indossare pantaloni a vita alta o con le bretelle.

In questo caso, indipendentemente dalle varie tipologie di cravatte, ti basta mantenere il modello scelto più alto. Le riflessioni sulla lunghezza ideale della cravatta, però, non si fermano qui.

Possono riguardare anche il rapporto tra la gamba e gambetta. La pala posteriore, quella più piccola, non deve essere troppo corta rispetto a quella anteriore.

La perfezione si avvicina quando le due pale raggiungono la medesima lunghezza (o quasi), sfiorando la cintura.

2) Come annodare la cravatta per mantenere la giusta lunghezza?
In generale tieni sempre presente che un nodo alla cravatta che prevede più giri (ad esempio il nodo windsor) richiederà una cravatta più lunga rispetto al nodo cravatta s

E poi attenzione: evita sempre nodi enormi. L’eleganza, non ci stancheremo mai di ripeterlo, è soprattutto proporzione.

E la proporzione prevede una differenza di dimensioni tra il nodo della cravatta e la larghezza della pala posteriore.

Infine: mai allentare il nodo, arrivando a far vedere l’ultimo bottone della camicia. È in assoluto l’errore più grave che puoi commettere con questo accessorio.

…anche la larghezza della cravatta vuole la sua parte
Oltre a nodo ed altezza, un altro elemento che va considerato quando ti trovi a scegliere ed abbinare questo accessorio è la larghezza della cravatta.

Non deve mai essere superiore ai 9 cm perché, se hai una corporatura media, può risultare eccessiva; ma non deve neppure essere inferiore agli 8 cm perché rischieresti l’effetto “cravatta tagliata”.

Di solito il taglio della cravatta va scelto in base al revers della giacca: una giacca a spalle più larghe avrà revers più ampi e quindi ha bisogno di una cravatta più ampia.

Ci sono però due eccezioni:

le cravatte in maglina, un modello in cui la larghezza scende a 6-7 cm;
il cravattino, tipologia di cravatta molto in voga negli ultimi anni, la cui larghezza è di solito sui 4 cm. Questo modello va scelto valutando molto bene grado di formalità del contesto (assolutamente sconsigliato nelle situazioni molto formali) e aspetto fisico (meglio abbandonare l’idea se avete un girovita abbondante).
Insomma, quando si parla di lunghezza della cravatta è assolutamente vietato sbagliare.

Perché “L’abbigliamento maschile tra i linguaggi non verbali è il più completo ed è formato da tre occhi: la camicia rappresenta la cornea; la giacca le palpebre e la cravatta è l’iride, ovvero la nota di colore e di stupore” (Giancarlo Maresca, studioso di costume ed estetica classica).

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